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Un trittico, per l’iniziativa editoriale dedicata alla notevole caratura umana e politica di un medesimo personaggio, nell’intercorrente lustro che il 2018 computa nel tempo decorso dalla sua morte.

Tre autori, nelle persone di Renato Cristin, Giorgio Merlo e Tonino Zana, sottoscrivono, per la “Marsilio Editori”, i loro rispettivi saggi monografici, contenuti nel libro, intitolato “Sandro Fontana l’anticonformista popolare – Le sfide di Bertoldo in Italia ed in Europa”, pubblicato a cura di Angelica Fontana, con la prefazione del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani.

L’opportunità della presentazione di questo volume è valsa per un partecipato incontro pubblico, presso l’auditorium di San Barnaba, a Brescia, con la partecipazione, oltre che degli autori e della curatrice dell’opera, anche del sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, e degli ex primi cittadini, Paolo Corsini, Adriano Paroli e Cesare Trebeschi, nell’ambito di un composito insieme di relatori, per una interessante rosa di interventi, moderati dal giornalista Massimo Tedeschi che ha, pure, introdotto l’affollata manifestazione, contraddistinta dal pienone delle grandi occasioni, dando la parola, per prima, ad Angelica Fontana, secondo la quale, tale pubblicazione intende alzare un velo sulla figura di suo padre, senza dissertazioni meramente racchiuse nei possibili dibattiti ispirati alla sua pure ingente vita politica.

Alessandro detto Sandro Fontana (1936 – 2013), parlamentare bresciano, ministro dell’Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica, vicepresidente del Parlamento Europeo, come pure, agli esordi del suo servizio politico, assessore regionale alla Cultura, e, fra gli altri incarichi ricoperti, direttore de “Il Popolo”, quotidiano della Democrazia Cristiana, della quale è stato vicesegretario, nella metà degli anni Ottanta, per rivestire, successivamente, il ruolo di presidente del Centro Cristiano Democratico (CCD) nel 1998, in seno alla coalizione di Centro Destra, rappresentata da Silvio Berlusconi.

Come ha, fra altre considerazioni, sottolineato Massimo Tedeschi, la tripartizione degli autori del volume è significativa di una pluralità di voci e di prospettive diverse, ma tutte significative del fatto di aver rispettivamente condiviso una diretta conoscenza personale con Sandro Fontana, la cui poliedrica figura, in questa diversificazione di contributi dedicatigli, può, fra l’altro, fare ritrovare il messaggio di una propria prerogativa, espressa, ora, anche in questa condivisione evocativa del suo “aver fatto del dialogo con tutti la sua cifra distintiva”.

L’ordine d’esposizione del libro, trascende quello alfabetico dei nomi di quanti lo hanno scritto, in quanto a Tonino Zana, giornalista, inviato speciale del “Giornale di Brescia”, scrittore e romanziere, è spettato il mandato iniziale d’una apertura analitica sugli inizi della carriera politica di Sandro Fontana, con particolare riferimento all’importante decennio speso in Regione Lombardia, titolare della delega assessorile alla Cultura, rappresentativa di una memorabile svolta proficua per la collettività, anche per il sostegno alla promozione dei provvedimenti funzionali alla realizzazione delle sedi bibliotecarie territoriali, nell’ambito di un forte impulso alla effettiva valorizzazione istituzionale della cultura, pure per il tramite di queste capillari sedi di divulgazione del sapere, rese fruibili nelle varie realtà locali.

A Giorgio Merlo, giornalista, autore anche di vari libri, e politico, con trascorsi nella Democrazia Cristiana, nel Partito Popolare, nella Margherita e nel Partito Democratico, è spettata, invece, la trattazione del periodo aperto alla misura nazionale, a margine anche dell’investitura da parlamentare, oltre che da eminente personaggio rappresentativo di una propria dinamica politica a lui speculare, pure compresa nella formazione partitica nella quale ha raggiunto anche la seconda carica al vertice, maturando, comunque, un particolare percorso connotativo di una propria definizione ideale, nel mandato di una visione elettiva peculiare, posta in condivisione con gli emuli di una certa tradizione della “sinistra sociale della DC”, con riferimento ad Aldo Moro ed a Carlo Donat-Cattin, nella contestuale adesione personale ad una reminiscente stima culturale, verso il pensiero laico di Gaetano Salvemini, nel suo edificante paradigma valoriale.

Per il contributo, invece, di Renato Cristin, docente di ermeneutica filosofica presso l’Università di Trieste, lo sbocco europeo dell’intensa vicenda politica di Sandro Fontana è trattato nel terzo saggio, sviluppato nel volume, in bell’ordine di successione, nel merito di una data pertinenza istituzionale, forse “un poco persa di vista dai bresciani”, come ha inteso chiedersi Massimo Tedeschi, nel corso della presentazione al San Barnaba, citando, pure, alcune righe del libro nelle quali emerge un punto di vista assimilabile all’intuizione propria di un “profeta del nostro tempo” in cui l’allora vicepresidente del Parlamento Europeo poneva importanza geopolitica ad una riflessione sull’Europa, riferendosi al ruolo determinante rappresentato dal Mediterraneo, quale vincolo di un crescente confronto rivolto ai popoli d’oltremare ed al mondo musulmano.

Anche in Europa, Sandro Fontana ha messo “al centro della propria elaborazione politica il concetto della verità, quale obiettivo a cui tendere che, a sua volta, individua l’opposto, smascherando la menzogna”, con anche, la “forza della cultura nel difendere le proprie posizioni”, rivelandosi un europeista convinto perchè, come, fra l’altro, sottolineato da Emilio Del Bono, credeva “nella sussidiarietà e nell’autonomia”, sul profilo riflessivo di un sottile anticonformismo, interpretato nei cardini di uno stile connotativo che, secondo Paolo Corsini, non è stato “snobismo, ma rettitudine, effervescenza e vivacità intellettuale che va controcorrente”, nell’avvalersi anche di uno “storicismo”, quale attenta sollecitudine alla visione dei fatti della storia, in quella mediazione politica che presuppone il “riconoscimento reciproco”, in una sorta di “elogio della diversità fra schieramenti diversi”.

Quella diversità nella quale, anche Cesare Trebeschi, ha collocato una propria riflessione, riconoscendo a Sandro Fontana la vocazione ad una “solidarietà interclassista ed intercromica”, ovvero che superava ogni colore d’appartenenza politica, in quanto, la “varietà è sinonimo della diversità e deve restare a riferimento di una grande ricchezza”.

Un pluralismo pure, in parte, evocato da Adriano Paroli, nell’individuare in questo libro “la storia di tutti noi”, rappresentativa del servizio svolto da Sandro Fontana per gli altri, “dentro la storia di Brescia e del popolo bresciano”, in quell’umanesimo cristiano, imperniato politicamente in un “radicalismo popolare” che, come ha, fra varie altre considerazioni, commentato Tonino Zana, hanno suscitato la curiosità di reincontrarlo, per chi lo aveva conosciuto, e di incontrarlo, per quanti, anche delle nuove generazioni, non ne hanno, invece, avuto l’opportunità quand’era in vita, pure sperimentando tale incontro nella somma esemplificativa di una vasta adesione a questa manifestazione cittadina, avente ad oggetto un libro evocativo di tutta una vita.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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