Tempo di lettura: 2 minuti

Gottolengo (Brescia) – Nel pomeriggio del giorno di S.Lucia, in bicicletta, arrivavamo dalla cascina in paese, da Caterina, la nonna materna. Sul tavolo della cucina, trovavamo in regalo libri e bamboline di zucchero.

La nonna era un tipo originale, passava gran parte del tempo a leggere, con gli occhiali sulla punta del naso. Quando le parlavi aveva sempre una storia nuova da raccontare. Storie un po’ difficili da capire ma attraenti. Non so esattamente cosa leggesse, ma ricordo tutti i volumi impilati sugli scaffali. Aveva frequentato solo la terza elementare e, come tutti i poveri dei primi del novecento, aveva lasciato la scuola per mettersi a lavorare.

Era convinta che non esistesse al mondo regalo migliore di un libro. I giocattoli erano inutili, quelli li sapevamo costruire da soli. Ogni anno procurava, per tutti i nipoti, libri nuovi in cui immergersi per interi pomeriggi invernali, accanto alla stufa a legna. Un mondo di passioni che ci apriva la porta. Sì perché è nei libri che stanno le passioni e lì che le impariamo a conoscere per poi ritrovarle nella vita.

Esistevano letture femminili ed altre ritenute maschili anche se noi leggevamo volentieri anche i libri per maschi, mentre raramente succedeva il contrario. Ogni anno uno scenario nuovo ,dove si muovevano i personaggi che subito amavamo e imitavamo nei nostri giochi.

Con “Pattini d’argento”si volava in Olanda, in mezzo alle dighe che trattenevano il mare, i mulini e i canali ghiacciati. Un misto d’ingenuità, sventura e di felicità improvvise come la vittoria di Gretel, nella tradizionale gara.

Alzi la mano chi non ha adorato “Piccole donne”: Jo, Meg, Beth ed Amy e ai margini la guerra di secessione. Jo la più viva e autonoma, di grande intelligenza, un po’ femminista e determinata nel voler diventare una scrittrice, era la mia preferita. Poi più grandicelle ne seguivamo gli amori in “Piccole donne crescono”.

Malot, con il suo “Senza famiglia”,ci strappava le lacrime. Eravamo con Remi, nella sua odissea e certamente non potevamo capire le tragiche condizioni dei minatori, l’attenzione sul lavoro dei bambini, e infine, la denuncia dell’inquinamento dell’aria e dei fiumi con le profetiche pagine sulla valle della Bièvre.

Quanto ci appassionava la lealtà nell’amicizia di Tom Sawyer, il mitico personaggio di Mark Twain.Le sue avventure sul Mississippi erano un invito alla trasgressione. Le opere di Emilio Salgari ci spingevano in luoghi lontani con Sandokan, Yanez de Gomera e il Corsaro Nero.

Jules Verne oltre a rapirci con “Ventimila leghe sotto il mare”, “Cinque settimane in pallone”, Viaggio al centro della terra” c’inoltrò nel mondo della fantascienza. E questo solo per citarne alcuni.  Sapevamo di trovare libri, quel giorno dalla nonna Caterina. Santa Lucia si divertiva a cambiare genere e a proporci le storie più belle.

 

CONDIVIDI
Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *