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Il progetto di Microfinanza campesina in Ecuador e l’avventura della rinnovata coltivazione del monococco nella bassa bresciana – voluti rispettivamente da Cassa Padana e dalla Fondazione pianura bresciana – saranno a Torino, per la seconda edizione di Terra Madre.

Ad illustrare il progetto Ecuador – nato nel 2001, tenuto a battesimo nel 2002 da Mohammed Yunus, Nobel per la pace 2006 – sarà presente Sergio Gatti, responsabile Funzione Comunicazione di Federcasse.

Terra Madre è una rete di comunità del cibo impegnate, ciascuna nel proprio contesto geografico e culturale, a salvaguardare la qualità delle produzioni agro-alimentari locali. Questa rete è stata fortemente voluta da Slow Food, un’associazione internazionale nata nel 1989 che coinvolge oggi più di 80.000 persone di 104 Paesi. Tramite i suoi associati promuove l’educazione del gusto, si batte per preservare la biodiversità agroalimentare, organizza eventi.

Le comunità del cibo sono formate da tutti quei soggetti che operano nel settore agro-alimentare, dalla produzione delle materie prime alla promozione dei prodotti finiti, e che si caratterizzano per la qualità e la sostenibilità delle loro produzioni. Le comunità del cibo sono strettamente legate al proprio territorio. L’idea di Terra Madre nasce per riunire, per la prima volta, i rappresentanti di oltre 1.200 comunità del cibo significative per la qualità e la sostenibilità delle loro produzioni: una qualità che tiene conto degli aspetti organolettici ma anche del rispetto dell’ambiente e delle persone.

Alla prima edizione di Terra Madre hanno partecipato quasi 5.000 delegati in rappresentanza di 1250 comunità del cibo provenienti da 130 Paesi. A Torino, dal 26 al 30 ottobre, da tutto il mondo arriveranno 1.500 comunità del cibo provenienti da 150 paesi, 5.000 tra contadini allevatori pescatori e produttori artigianali, 1.000 cuochi e 200 Università. Durante i giorni dell’evento in programma assemblee, Laboratori della Terra, tavole rotonde, conferenze nelle quali si porrà l’attenzione sui tre grandi regni della conoscenza che compongono l’universo del cibo: il sapere dei produttori, l’esperienza e la creatività dei cuochi, e la scienza.

Nel corso di Terra Madre 2006 anche convegni, conferenze e tavole rotonde tra le comunità del cibo di  tutto il mondo. In uno di questi, dal titolo “Capitali pazienti: il denaro e lo sviluppo sostenibile”, si parlerà del ruolo del denaro dal microcredito al capitale privato – per uno sviluppo sostenibile, nel segno della partecipazione delle comunità e della managerialità senza fretta. Terra Madre 2006 vede la partecipazione di diverse università che operano nel settore dell’agro-alimentare sostenibile.

A Terra Madre va in scena anche il monococco coltivato nella Bassa bresciana. L’Antica Terra, una giovane cooperativa nata a Cigole porta all’incontro torinese la propria esperienza sulla riscoperta della coltivazione del più antico cereale coltivato dall’uomo. Per comprendere il valore del frumento “monococco” (Triticum monococcum) bisognerebbe ritornare a ritroso di 12.000 anni, al tempo in cui i primi villaggi sorsero nella regione nota come “Mezzaluna Fertile”, quel bacino di civiltà sviluppatasi nell’Asia meridionale, zona da cui arrivò nel bacino del Mediterraneo circa 6.000 anni fa il Monococco o frumento vestito, un tenace cereale che accompagno i primi passi dell’uomo agricoltore.

L’antico cereale è stato trovato nei residui di cibo nello stomaco e nell’intestino congelato di Ötzi, l’uomo riapparso dopo 5.000 anni dal ghiacciaio del Similaun, in alta Val Senales, confermando il ruolo fondamentale dell’antico frumento nella dieta dell’uomo dell’età del Rame. Tracce della coltivazione sono apparse anche negli scavi della necropoli di Remedello (Bassa bresciana).

Il rinnovato interesse per il Monococco è la riscoperta di un elemento vitale, per le caratteristiche dietetico-nutrizionali per l’ottima composizione della sua farina, con un elevato contenuto proteico, migliore del frumento tenero e duro e una minore allergenicità per le persone con intolleranze alimentari tipo il morbo celiaco. Insomma il Monococco dopo aver sfamato l’uomo di Neandertal potrebbe confermare la sua attualità alimentare con la pregiata farina per soddisfare gli appetiti sensibili e attenti del nostro secolo.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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