Tempo di lettura: 1 minuto

Sotto i passi la neve gelata scricchiola, un cigolio ritmico come se calpestassi un vecchio parquet malmesso, intorno m’avvolge un freddo paesaggio invernale, il panorama della pianura è spettrale nella luce azzurrognola dell’alba che sembra non arrivare mai, con i profili alberati delle rogge scontornato dal velo di foschia. Nessun rumore se non la lieve carezza dell’acqua del fiume contro le sponde a gorgogliare fra le radici dei salici scheletriti e il tonfo dei miei passi nel paesaggio dei campi avvolto nel silenzio, i rami hanno il capo chino, arresi alla galaverna che sembra aver paralizzato la natura nel letargo d’inverno.

Nel peregrinare lungo le sponde del fiume, il sole si alza a fatica all’alba o colora di confetto le sere che sembrano arrivare a tradimento, dona paesaggi insoliti e struggenti, dipinti in bianco e nero dalle profondità velate. La luce nascosta dalla nebbia fa a gomitate per illuminare il giorno, quando l’aria è nitida la palla rossa del sole trafigge il buio e scintilla sulla neve.

La natura, in silente letargo, dà l’impressione d’aver perso ogni stimolo. Con la neve tutto cambia aspetto, ogni angolo, ogni anfratto, tutto si riempie di poesia, di musica, rendendo il paesaggio inconsueto. Splendido regalo della natura. S’alza il sipario sulla Bassa dipinto dal candore che contrasta con i cupi colori dell’inverno.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *