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Leno (Brescia) – È stato definito uno dei siti archeologici più interessanti a livello europeo: l’area dove sorgeva il monastero di San Salvatore/San Benedetto rappresenta ormai un cantiere aperto davvero promettente per aggiornare le conoscenze sull’altomedioevo italiano.

E le indagini non si fermano. La campagna scavi presso il sito archeologico di Villa Badia di Leno, promossa da Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana, Università degli Studi di Verona – Dipartimento Culture e Civiltà, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, riapre ufficialmente oggi lunedì 10 giugno.

Nelle tre settimane di scavo, gli archeologi continueranno l’indagine avviata nel 2014 nell’area nord di Villa Badia -che fu sede del cenobio benedettino fondato nell’VIII secolo da Re Desiderio- e proseguiranno l’esame sulle strutture di epoca medievale rivenute negli scorsi anni, per comprendere quali fossero i collegamenti con l’antico monastero di Leno.

Le prime ipotesi provenienti dai risultati dello scavo dello scorso anno, in particolare, hanno portato alla luce i resti di un grande edificio di oltre 200 metri quadri, costruito con tecnica in pietra e legno, tra il VII e la metà dell’VIII secolo. Si tratta di un ritrovamento straordinario, che racchiude in sé una storia ancora tutta da capire, e la presenza di altre strutture adiacenti ancora poco chiare, permette di ipotizzare che il complesso potesse arrivare ad estendersi per oltre 500 metri quadri.

Come da tradizione, la campagna scavi si avvarrà della collaborazione di studenti universitari. Uno scavo con una forte impronta didattica: saranno proprio gli studenti, provenienti dalle facoltà archeologiche di tutta Italia, i primi a svelare e toccare con mano la grande storia che ha contraddistinto Leno nel corso dei secoli.

Lungo tutto il periodo d’indagine, gli operatori di Fondazione Dominato Leonense e gli archeologi saranno a disposizione per accompagnare chiunque fosse interessato a visitare lo scavo, per conoscere il lavoro dell’archeologo, le ultime scoperte e la storia del nostro territorio.

Durante le visite, i gruppi potranno fare la conoscenza degli archeologi ed osservare gli strumenti del mestiere. Nel corso delle settimane, inoltre, sarà possibile visionare alcuni dei reperti restituiti dal suolo, così da comprendere meglio la vita e le attività che si svolgevano a Leno durante il medioevo.

Insomma, uno scavo da vivere, un territorio da conoscere, una storia da amare.

 

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Marco Sacchi
Bresciano di origine e residenza, frequenta l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Piacenza dove si specializza in Economia aziendale. Dal 2011 in forza presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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