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Brescia. Alla Scuola di teatro per ragazzi “non interessa una memoria del testo sciocca e cantilenante, è importante il loro pensiero e la loro voglia di stupirsi” è la filosofia di Pietro Arrigoni, regista che si occupa da anni di pedagogia e formazione teatrale, nel presentare la Scuola di teatro per ragazzi con l’obiettivo è di attivare l’attenzione dei ragazzi delle due fasce d’età, 8/10 anni e 11/14 anni, e renderli protagonisti. Le iscrizionio sono aperte.

Il progetto teatrale parte ad ottobre e finirà ad aprile, Pietro Arrigoni condurrà quest’anno i corsi nei Comuni di Castel Mella, Poncarale e Dello nella provincia di Brescia. I corsi si svolgeranno dalle ore 17 alle ore 19 nei seguenti giorni: lunedì  nel Comune di Dello, il mercoledì Comune di Poncarale e il giovedì Comune di Castel Mella.

Educare al teatro nel pensiero di Arrigoni non significa solo portare a destinazione uno spettacolo ma viaggiare tra diversi panorami per imparare a crescere e a mettersi in gioco.

Grazie alla possibilità di lavorare con gli assessorati alla cultura dei Comuni che hanno avuto la sensibile intuizione di dedicare spazi e idee a favore dell’arte del teatro, la Scuola di teatro per ragazzi è una comunità di apprendimento; una scuola di emozioni, non di aride nozioni.

La scuola prevede un lavoro articolato da più collaborazioni con docenti proposti da Pietro Arrigoni e in collaborazione con gli eventi programmati dalle biblioteche comunali coinvolte e con gli Istituti Scolastici; sarà richiesta la collaborazione e partecipazione anche dei genitori, difatti il progetto prevede l’inserimento della figura attore/genitore, perché la Scuola di teatro diventi anche ponte, filo conduttore delle attività educative e progettuali locali che riguardano i ragazzi e unione di argomento scuola/famiglia.

Il progetto proposto è strutturato in maniera fortemente operativa e pratica. Si propone di far conoscere ai partecipanti un’esperienza diretta di drammatizzazione su di un tema specifico:

La scuola a Poncarale proporrà Moby Dick di Herman Melville con una speciale collaborazione musicale. A Castel Mella proporrà la Divina Commedia – l’Inferno la prima delle tre cantiche del capolavoro dantesco. Realizzazioni pittoriche per le scenografie, mentre a Dello proporrà I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift con novità sul testo drammaturgico.A partire dalla visione di materiale video, immagini fotografiche, la lettura di testi, e dopo una analisi dello stesso attraverso un lavoro di destrutturazione e smontaggio, viene proposto un itinerario di percorso avente le seguenti coordinate:

Introduzione culturale sull’argomento
Presentazione tema e strutturazione del lavoro
Divisione dei partecipanti in sottogruppi
Organizzazione delle linee di lavoro
Analisi dei testi scelti
Esercitazioni sui temi scelti secondo dimensioni cromatiche, sonore, visive, gestuali, immaginative
Stesura linee narrative
Brevi note di spettacolo
Prosecuzione delle esercitazioni e approfondimenti
Fissaggio di brevi azioni
Identificazione dello spazio scenico
Verifica delle scene in funzione dello spazio scenico
Definizione logistica e organizzativa
Ultimazione dei lavori in forma di spettacolo.

Si è privilegiata la categoria della fantasia, perché essa, oltre ad essere più congeniale ai ragazzi, è particolarmente indicata al raggiungimento di precisi obbiettivi: il fantastico permette una comunicazione verbale e corporea, favorisce il rapporto interpersonale e stimola la creatività individuale.

Pietro Arrigoni si occupa di formazione, di animazione e regia teatrale, coniugando l’ esperienza trentennale nelle arti visive con quelle delle avanguardie teatrali ha creato una sua metodologia in cui la cura del gesto espressivo e dei loro significati compositivi, favoriscono la sintesi della comunicazione e della creatività.

“Chiedo ai ragazzi di non accontentarsi di volare per mangiare, inseguire i pescherecci e raccattare qualche avanzo di pesce. Voglio fargli capire che c’è qualcosa di più grande dentro di loro (come in ogni gabbiano): il volo è finalizzato a scoprire le proprie potenzialità creative, a esprimere il senso della curiosità, a innalzare se stessi oltre la mediocrità e le banalità di una vita noiosamente prevedibile e scontata.
Volare è aprire le ali per andare oltre!
Volare è innamorarsi ogni giorno del dono della vita.”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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