Tempo di lettura: 3 minuti

Rovigo – Laura Aglio non fa statistica. A dispetto degli ultimi dati Istat che rilevano un tasso drammatico per la disoccupazione giovanile (oltre il 40% nei primi mesi del 2013), questa ragazza di 28 anni, rodigina, laurea nel 2009 in Economia dei sistemi produttivi, non ha mai conosciuto la disoccupazione.

Il suo curriculum racconta una frequentazione del mondo del lavoro che inizia ben prima del fatidico pezzo di carta e che qualche anno fa l’ha vista protagonista di un progetto di internazionalizzazione del distretto produttivo della ceramica vicentina, nonché della costituzione nell’estate 2010 a Rovigo del Laboratorio di diritto dell’economia per l’innovazione sostenibile e l’internazionalizzazione.

Non stupisce quindi che Google nel 2013 l’abbia scelta, insieme ad altri 19 giovani italiani, per premiarla con una borsa di studio legata ai distretti produttivi. Con un obiettivo preciso: digitalizzare il distretto ittico di Rovigo, un comparto economico da 3500 addetti diretti più indotto, 500 milioni di euro all’anno di fatturato, un’area che interessa i comuni di Ariano Polesine, Loreo, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po con qualche sconfinamento verso la veneziana Chioggia.

“La principale sfida per questo distretto”, spiega Laura che abbiamo incontrato nella filiale Cassa Padana di Rovigo, “è quella di vincere le carenza infrastrutturali e sfruttare le opportunità che il progetto Google “Distretti sul web” offre alle imprese per digitalizzarsi e fare network in un contesto nazionale in cui le piccole medie imprese attive in rete hanno registrato una crescita media dei ricavi dell’1,2% e un’incidenza di vendite all’estero del 15% negli ultimi tre anni”.

La borsa di studio di Google ha previsto anche un’analisi del sistema produttivo del distretto e una mappatura del territorio, azienda dopo azienda. “Ho iniziato a lavorare a livello di cooperativa”, spiega Laura Aglio, “ e ho iniziato dal Consorzio di Scardovari che, sebbene non abbia ancora un buon sito internet e non sia molto attivo nel marketing digitale, sta già utilizzando uno strumento simile ai QrCode, codici a barre leggibili con gli smartphone, per rilevare la tracciabilità del prodotto”.

Il lavoro più importante per la giovane economista sarà però quello di riuscire a mettere in rete, e in sinergia, l’intera filiera con tutti gli attori diversi del distretto. Dalla produzione, con le cooperative di pescatori, spesso singole persone o famiglie, alla commercializzazione, dalla trasformazione del prodotto ai consumatori con un occhio di riguardo alla ristorazione.

“Il progetto ha previsto  anche l’apertura di un canale YouTube riservato al distretto. Per mettere in rete video di presentazione delle aziende. Raccontare il lavoro di questo distretto in un canale unitario che sia in grado di mettere in luce tutta la sua potenzialità. In gioco c’è anche l’internazionalizzazione delle aziende e l’eventuale accesso al commercio elettronico. Certo, sei mesi di lavoro non sono molti per cambiare la faccia al distretto ittico in senso digitale. Ma sono stati sufficienti per gettare un seme. Per far comprendere alle aziende quanto sia strategico oggi il posizionamento sul web e l’utilizzo di tutti gli strumenti offerti dalla rete. In una visione sinergica del territorio e anche molto legata ai social network come Facebook e Twitter”.

 

CONDIVIDI
Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *