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Gentilissima D.ssa Anna ,

le scrivo per sottoporle l’interpretazione di un mio sogno. Ho 35 anni , lavoro in una struttura sanitaria come amministrativa, il mio lavoro mi piace, sono single avendo avuto due storie importanti finite entrambe, l’ultima finita circa sette anni fa e da allora non ho avuto nessuna relazione.

Ho sognato di arrivare al lavoro e incontro la capo sala la quale mi comunica di aver trovato un bambino abbandonato, mi informo dove hanno trasferito il piccolo invece lei mi risponde che lo abbiamo noi in reparto in camera insieme a una degente. Penso che questa sia ua cosa molto strana in quanto non siamo un reparto maternità comunque vado a trovare il neonato e in modo molto reale entro nella stanza e vedo questo bellissimo bambino con occhi azzurri quasi fluorescenti gli faccio un po’ di complimenti e (cosa molto strana per me in quanto non sono abituata a prendere in braccio neonati e per questo evito sempre anche con in bambini delle mie amiche) lo prendo in braccio con molta naturalezza e lo porto in giro per il reparto sino al mio ufficio.

Nel mio ufficio siamo io, la capo sala e la mia responsabile che parliamo di questo bebè quando ad un tratto mi cade qualcosa mi abbasso a prenderlo e mi scappa un po’ di pipì .

La caposala mi domanda se ho problemi di incontinenza ed io con imbarazzo le rispondo che non ho mai avuto problemi di questo tipo mi rialzo (sempre con il bambino in braccio) e in quel preciso momento e come se mi si rompessero le acque, vedo un macchia di liquido misto a sangue che si allarga sempre di più , provo un senso di svuotamento e come se mi liberassi a quel punto la mia responsabile allarmata propone di portarmi immediatamente all’ospedale civile. Mi ritrovo in barella con il pensiero che la mia responsabile pensasse che io fossi incinta e non lo ero.

Un sogno molto strano anche per il senso di reale e per i volti dei personaggi che vedevo nitidamente .

Basket71


Risponde Anna Grasso Rossetti

Il cosiddetto “orologio biologico” si fa sentire. Un grande desiderio di amare e di essere amata… di riuscire a costituire un nucleo familiare stabile e soddisfacente: ecco la comunicazione dell’inconscio.

Un inconscio che fa fortemente provare il desiderio di accogliere un bimbo, di essere accudita da una figura materna, o amicale, ma comunque con “potere” di dare.

Un inconscio che fa capire che è ora non più di restare in attesa, ma di agire, di mettersi in prima persona. L’età è quella giusta.

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Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

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