Gattatico, Reggio Emilia. Il 24 ottobre, a quasi 101 anni, è scomparso Germano Nicolini, detto il “Diavolo”, comandante partigiano del terzo battaglione della 77ª Brigata SAP “Fratelli Manfredi”. Casa Cervi, simbolo attuale e attivo della Resistenza al nazi-fascismo, lo saluta con un riflessione di Mirco Zanoni dell’Istituto Alcide Cervi.

«Germano Nicolini si è spento ieri, dopo un secolo esatto di vita dedicata per intero alla verità, alla giustizia, alla sua coscienza civile e morale che non si è mai piegata. Cento anni di libertà, combattuta, negata, conquistata, praticata, raccontata con una testimonianza infaticabile, propria di chi ha vissuto una vita unica, condensato di storia e di senso, di lotta e di riscatto.

Molti lo ricorderanno come il Comandante Diavolo, ed è necessario ripartire da lì, dalla sua esperienza di primissimo piano nella Resistenza reggiana, per comprendere l’uomo, il grande Italiano che è stato. Quasi tutti correranno con la memoria al caso giudiziario clamoroso che lo ha visto protagonista, l’ingiusta carcerazione per l’omicidio di Don Pessina. La sua battaglia per la giustizia, e prima ancora per la verità resta una delle più alte testimonianze della nostra storia repubblicana.

Tutti, ma proprio tutti, avrebbero dovuto incontrarlo almeno una volta, nella sua inesauribile vita di testimone. Memoria vivente di resistenza praticata giorno dopo giorno, e non rievocata. Esistenza consacrata alla lucidità e all’intransigenza, che viveva fortissima nelle sue parole, sempre generose, sempre dirette e ineludibili, come i suoi occhi che non lasciavano scampo.

Germano Nicolini è stato e sarà sempre questo. Chi lo ha conosciuto, chi è stato toccato dalla sua energia e dal suo racconto, perpetua e inesauribile autobiografia di un protagonista del nostro secolo, sa che non potrà lasciarci mai. Semplicemente, lui non ce lo consente.

Le generazioni che non lo hanno conosciuto dovranno trovare la sua storia e la sua lezione nelle azioni di chi oggi raccoglie la sua immensa eredità etica. E’ questo il nostro compito. Lo dobbiamo a tutti gli altri, ma in particolare a Germano Nicolini.

Addio Germano. Viva la tua storia, in noi» (Mirco Zanoni, Istituto Alcide Cervi)