Cremona. “Se questa è una donna che partorisce nel fango nel 2016, a Idomeni, Grecia, Europa”. Il riferimento alla frase che Primo Levi scrive nella sua drammatica testimonianza nel libro “Se questo è un uomo” non è fuori tempo, scaraventa la nostra coscienza in quello che succede giornalmente in Europa. Di questa situazione vergognosa e inaccettabile se ne parla stasera, martedì 10 maggio, alle 20,45 a Cremona presso Centro Pastorale via Sant’ Antonio del Fuoco, 9/A.

Una serata di solidarietà a favore di Medici Senza Frontiere, organizzata da “Donne senza frontiere con la testimonianza dai Balcani dell’operatore umanitario MSF Angelo Rusconi, logista. Intervengono: Don Antonio Pezzetti, CARITAS Diocesana,  Daniela Polenghi, Forum Provinciale Volontariato Ilaria Cavalli, medico, operatore MSF Cremona. Aderiscono all’iniziativa: Forum Provinciale Terzo Settore, Tavola della Pace.

Medici Senza Frontiere è da anni impegnata per salvare le vite di coloro che fuggono dalle guerre e dalla fame, vedi articolo POPOLIS.

Nel campo di transito di Idomeni, vicino al confine con la Macedonia, MSF gestisce una clinica medica e distribuisce generi di prima necessità per coloro che continuano il loro viaggio verso l’Europa occidentale. Il campo di transito ha ora 6 capannoni riscaldati, 24 docce calde, wifi, fornitura di piatti caldi e bagni puliti. Tuttavia, dal 9 dicembre questo campo è stato chiuso a rifugiati e migranti a causa delle restrizioni imposte dalla polizia greca. Ora, molti rifugiati e migranti che viaggiano verso la frontiera macedone non hanno altra scelta che passare ore in attesa presso un distributore di benzina a meno di 20 chilometri dal campo, spesso durante la notte.

In risposta, MSF ha istituito quattro tende di  45 metri quadri presso la stazione di servizio con stufe all’interno in modo che le persone in attesa possano stare al caldo e all’asciutto. Una clinica mobile è sul posto, con servizi igienici temporanei e distribuzione di cibo e acqua. Eppure tutto questo è completamente inutile dato che un campo con tutti i servizi necessari è vuoto, proprio nelle vicinanze.

Con il 50% dei rifugiati e dei migranti in Grecia ora classificati come “illegali” a causa di documenti scaduti o illegali, le persone in difficoltà sono sempre più difficili da raggiungere, poiché percorrono vie non ufficiali per proseguire il loro viaggio. In risposta MSF ha aumentato il raggio d’azione delle attività, nelle zone che sono popolate da persone che sono state respinte dalla Macedonia, per fornire assistenza medica, nonché distribuzione di coperte, cibo e acqua.

– Abbiamo visto un aumento considerevole dei trafficanti nella zona a seguito delle restrizioni messe in atto il 19 novembre – dichiara MSF –  che permettevano solo a siriani, afgani e iracheni di attraversare la Grecia. Inoltre, abbiamo sentito testimonianze di persone che sono state fermate mentre attraversavano illegalmente la Macedonia e sostenevano di essere state picchiate dalla polizia – anzi, le nostre équipe mediche hanno trattato una serie di ferite dovute a violenze anche se non possiamo confermare gli autori di questa violenza. –

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.