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Castel Mella, Brescia. Quando sia nata la LIS, la lingua dei segni, non si sa, oppure esiste da quando è sorta la prima comunicazione umana, la lingua dei segni è stata la sicuramente la prima modalità di comunicazione tra persone sorde e udenti.

All’ Auditorium G. Gaber, venerdì 26 ottobre alle ore 21, in scena” Segni e parole, la bellezza della LIS”, tratto dal romanzo di Emmanuelle Laborit, “Il grido del gabbiano”, lettura teatrale a due con Corinne Zanelli e Chiara Gritti, la regia affidata a  Pietro Arrigoni. Ingresso libero.

“Nove mesi di vita e una diagnosi inequivocabile. La piccola Emmanuelle è sordomuta in forma grave. Si sforza di farsi capire, ma è in grado di emettere solo incomprensibili grida, come un uccello marino, un gabbiano che plana sull’oceano. Solo un caos di immagini senza alcun rapporto tra lor. A sette anni, la svolta.”

Nel nostro mondo esiste una lingua, la Lingua Italiana dei Segni. Una comunicazione efficace è la base che consente di sviluppare qualsiasi attività sociale, anche l’attività di lavoro. Padroneggiare le tecniche e i comportamenti della comunicazione significa farsi conoscere e conoscere chi ci sta di fronte, significa adeguare il proprio e l’altrui comportamento in funzione dell’obiettivo. Significa mettere nel nostro mondo, in comune con gli altri, qualcosa del nostro essere.

La serata è stata organizzata dall’associazione genitori dell’Istituto Comprensivo di Castel Mella in collaborazione con il Comune. Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio dell’Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi – Onlus. La LIS non è una forma abbreviata di italiano, una mimica, un qualche codice morse o braille, un semplice alfabeto manuale o un supporto all’espressione della lingua parlata, ma una lingua con proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali.

Si è evoluta naturalmente, come tutte le lingue, ma con una struttura molto diversa, che utilizza sia componenti manuali (es. la configurazione, la posizione, il movimento delle mani) che non-manuali, quali l’espressione facciale, la postura, ecc. Ha meccanismi di dinamica evolutiva e di variazione nello spazio (i “dialetti”), e rappresenta un importante strumento di trasmissione culturale. È una lingua che viaggia sul canale visivo-gestuale, integro nelle persone sorde, e ciò consente loro pari opportunità di accesso alla comunicazione.

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