Fa parte dell’animo umano il desiderio che gli altri parlino di noi, la volontà di non passare inosservati, di essere conosciuti. E’ un desiderio antico come il tempo. Gli eroi della mitologia classica si imbattevano in imprese titaniche per non finire divorati dall’oblio, che spaventava più della morte. Faraoni, imperatori e re di tutti i tempi hanno sempre commissionato ritratti affinché la propria immagine passasse in eredità ai posteri.

Per raccontarci e ricordarci agli altri quante pagine di diario sono state scritte! I personaggi più abbienti commissionavano, poi, ritratti da noti artisti. Con l’avanzare della tecnologia la fotografia, più potente di ogni altro mezzo, ha saputo immortalare l’immagine.

Oggi il selfie, l’autoscatto prodotto con un telefonino, si inserisce in quella volontà di promuovere la propria immagine e “donare” immediatamente il nostro scatto al pubblico di facebook, twitter , piuttosto che Instagramm, e attendere il riscontro dei tanto agognati “mi piace”.

Narcisismo? Si, sicuramente. Autopromozione e desiderio di piacere agli altri, anche. Misto forse ad un pizzico di insicurezza e probabilmente anche al desiderio di apparire, a volte, diversi da quelli che siamo. Il selfie è un modo di raccontarci e, a seconda dello scatto che decidiamo di pubblicare, comunichiamo qualcosa di noi stessi. Perché, ricordiamolo, condizione sine qua non del selfie è condividerlo.

Alcune mie amiche si scattano selfie appena sveglie, mentre vanno al lavoro o mentre si truccano in auto, quando mangiano o prima di andare a dormire. Così “scrivono” quotidianamente la pagina del loro diario, affidandosi all’efficacia immediata della fotografia. Ma non c’è da credere che l’autoscatto sia, poi, così immediato! A volte si scattano numerosissime foto prima di scegliere quella giusta da pubblicare, la perfetta portavoce di noi stessi, quella che prima di tutto deve fare innamorare Noi della nostra immagine.

Puntuale, come per ogni tendenza, ecco ora nascere la corrente di pensiero opposta. Così è recente notizia che da qualche settimana le star di Hollywood si siano ribellate all’autoscatto: Leonardo di Caprio ha rifiutato di fare un selfie con alcuni fan nel giorno del suo compleanno, mentre, Kirsten Dust, ha addirittura girato un curiosissimo cortometraggio denominato “Aspirational” in cui viene ben descritto l’attuale binomio selfie-social network nell’odierna società.

In super ritardo, come mi capita spesso, rispetto ad ogni tendenza e contro- tendenza, decido di produrre il mio primo selfie (primo, giuro!!!) e lo regalo ai lettori di popolis. Vediamo se la dipendenza da autoscatto contagerà anche me, proprio adesso che, pare, si stia cambiando rotta …

In ogni caso, al di là di ogni moda e tendenza, stiamo attenti a non identificare troppo l’immagine con l’essere, per non finire come il mitico Narciso che, innamoratosi della sua stessa figura riflessa in uno specchio d’acqua, fini per morire affogato nel fiume che, a tradimento, rifletteva proprio la sua bellezza ….