E’ in uscita negli states “Selma di Ava DuVernay, che porta per la prima volta sul grande schermo la vita di Martin Luther King. Il film ha già ricevuto cinque candidature agli Independent Spirit Awards, premi cinematografici statunitensi assegnati dall’organizzazione no-profit IFP/West (ridenominata dal 2005 Film Independent) per sostenere e promuovere il cinema indipendente, e quattro ai Golden Globe, miglior film, miglior attore a David Oyelowo, miglior canzone originale cantata da John Legend e miglior regia, prima cineasta afroamericana a entrare nella shortlist, proiettandolo di diritto tra i favoriti alla corsa per gli Oscar. Tra gli interpreti, oltre al David Oyelowo, abbiamo Tim Roth, Oprah Winfrey, Cuba Gooding Junior, Giovanni Ribisi, Tom Wilkinson e Carmen Ejogo nei panni della moglie. Il film uscirà il 12 febbraio.

La pellicola narra un momento molto importante per la vita del leader pacifista e per la comunità afroamericana. Nel 1965 Martin Luther King, fresco di premio Nobel per la Pace, guidò una marcia pacifica dalla cittadina di Selma, in Alabama, a Montgomery, capitale dello stato, per reclamare il diritto di voto anche per gli afroamericani.

Nel film c’è sia la sua vita pubblica che quella privata, in particolare viene messo in primo piano il rapporto spesso pieno di contrasti con la moglie Coretta, il tutto sullo sfondo dei ripetuti tentativi dell’Fbi di mandare in crisi la coppia attraverso delle registrazioni che rivelano presunte relazioni extraconiugali di King.

Il film è privo di ogni discorso o citazione storica di Martin. Questo perchè i suoi discorsi sono protetti da copyright e come spesso accade in questi casi, gli eredi, in particolare i figli, sono nel bel mezzo di una faida familiare.

Ha detto il premio Pulitzer e biografo di Martin Luther King, David J. Garrow: “Non è King ma è veramente ben fatto, ne coglie davvero l’essenza“.

Il film esce con una tempistica perfetta, ovviamente casuale, in un momento nel quale non si è ancora spenta l’eco delle proteste di Ferguson contro l’uso troppo spesso violento della forza da parte della polizia nei confronti della gente di colore.