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Mentre a Roma apre l’anno della Misericordia, incontriamo Silvia De Marinis, formatrice e pedagogista che oggi dirige l’Associazione Casa Betel 2000 di Brescia. Un’associazione che, di gesti d’amore, ha fatto il proprio statuto. Silvia è originaria di Roma. Viene da una famiglia dove il padre, medico, e la madre, insegnante, le hanno insegnato la centralità della persona fin dalla prima infanzia.

“Dopo la laurea in pedagogia”, ci racconta, “dal 1990 al 2008 ho lavorato alla Caritas diocesana di Roma con il suo fondatore Don Luigi di Liegro. E’ a lui che si deve l’idea di creare, per la prima volta, una rete di associazioni per combattere l’emergenza sociale italiana di quel tempo. Erano i primi anni Ottanta del secolo scorso”.

Cosa ti ha mosso a lavorare in questo settore così delicato?
E’ stata una scelta di vita. All’inizio del mio percorso lavorativo operavo in una segreteria politica, ma dopo l’incontro con Don Luigi di Liegro ho deciso di lasciare tutto per dedicarmi ad occuparmi dell’altro. E’ stato, ed è tuttora, un cammino spirituale, prima che lavorativo.

Di cosa si occupa l’associazione Casa Betel 2000?
L’associazione Casa Betel 2000 è il segno di un’importante iniziativa di amore. Fin dalla sua origine, l’associazione si propone di contribuire a diffondere la cultura dell’accoglienza e della condivisione, in collaborazione con quanti già operano, a diversi livelli, nelle situazioni del disagio sociale.

Quali sono i servizi che voi offrite alle diverse fasce di fragilità?
Sono principalmente quattro. La Comunità di vita, un servizio che si occupa di offrire alle donne che si trovano in uno stato di grave indigenza, un luogo accogliente e sicuro dove trovare tempo e mezzi per riconquistare libertà e dignità. Durante il periodo di permanenza, le donne sono aiutate a riprogettare il futuro alla luce dei valori della solidarietà, dalla pace e della tutela dei diritti umani.

Gestiamo poi la mensa Menni, che dal lunedì al sabato offre gratuitamente circa duecento pranzi a persone che vivono situazioni di disagio e solitudine. Il servizio, oltre alla distribuzione del cibo. Pensa Marco, in questi ultimi anni è cresciuto tantissimo il numero delle presenze giornaliere, soprattutto uomini di nazionalità italiana.

Un altro progetto attivo è l’Emergenza Freddo femminile che ha l’obiettivo di dare accoglienza a donne sole che si trovano in condizioni di difficoltà abitativa temporanea. Viene offerta loro ospitalità per la notte per un periodo di tempo congruo e un accompagnamento costante per riprogettare la loro vita.

Questo servizio è attivo da ottobre ad aprile e offre alle donne accolte la cena e la prima colazione. Sempre per l’emergenza freddo è infine attivo per gli uomini, il rifugio Caritas E lo avvolse in fasce, che offre ospitalità e accoglienza notturna a quindici senzatetto. Anche con loro facciamo un percorso di accompagnamento e reinserimento sociale.

Qual è la tua visione rispetto alle fragilità della nostra società?
Credo che manchiamo di relazioni, Marco. Ho l’impressione che abbiamo paura degli altri e siamo sempre meno disposti a condividere, a conoscere quel che è diverso da “noi”. Sento spesso tante buone parole, ma se poi mancano le azioni che rendono concrete le volontà? Dovremmo imparare di nuovo a condividere la nostra vita, i nostri desideri, iniziando dalle nostre famiglie, dai nostri fratelli. Non voglio una società che si allontana sempre di più dagli altri e si orienta soltanto sul piccolo benessere individuale.

Come si può vivere nel concreto questo desiderio di apertura verso l’altro?
Bastano piccoli gesti quotidiani. Condividere, entrare in relazione con l’altro. Quando guardo le persone di cui ci occupiamo, non vedo il povero, l’indigente, il bisognoso, ma la persona nella sua interezza, quindi anche le sue ricchezze. Dobbiamo smettere di vedere il terrone, il marocchino, il disabile, il senzatetto. Dobbiamo tornare a vedere le persone, l’essere umano. Nel piccolo, ognuno può fare la differenza.

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Marco Sacchi
Bresciano di origine e residenza, frequenta l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Piacenza dove si specializza in Economia aziendale. Dal 2011 in forza presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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