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Brescia – Sono stati otto mesi di grande impegno per” Senza di me che gioco è?”, il progetto fortemente voluto dalla società sportiva Feralpi Salò, sostenuto da Cassa Padana in collaborazione con la Cooperativa Sociale Il Gabbiano e Avis Provinciale Brescia e patrocinato dal Comune di Brescia.

Otto mesi di gioco, inclusione, feste (ecco il report). Dai primi passi lo scorso maggio agli Open Days di giugno quando questa scuola calcio per bambini e ragazzi con disabilità ha preso il volo.

Fino a ottobre scorso con il primo grande appuntamento stagionale al quale hanno partecipato bambini e ragazzi già iscritti e tutti coloro che hanno voluto aderire in questa occasione.

Nel corso di questi mesi gli obiettivi non sono cambiati: il progetto vuole trasmettere a questi ragazzi prima di tutto un senso di inclusione sociale in un contesto sportivo concreto.

Il progetto offre infatti la possibilità ai bambini portatori di disabilità di praticare attività sportiva, dando vita ad una squadra di calcio, e si inserisce a pieno titolo nella mission di Cassa Padana, attenta a promuovere e sostenere il territorio.” – spiega Giuseppe Cò, referente Area del Mella di Cassa Padana.

Del successo di “Senza di me che gioco è” se ne è accorta anche la Lega Pro che ha da poco varato un Comitato Etico.

La Feralpisalò è stata infatti invitata dalla Lega Pro alla prima riunione del Comitato Etico lo scorso venerdì 10 febbraio a Milano, presso la sede del Corriere della Sera.

“Il coinvolgimento della nostra società non è casuale” spiega Isabella Manfredi, direttore della comunicazione della Feralpisalò, “saremo infatti parte attiva dell’incontro in quanto la Lega Pro ha chiesto di presentare il progetto “Senza di me che gioco è?”, ovvero la scuola calcio dedicata a bambini e ragazzi con disabilità”.

Tale incontro ha una valenza molto importante per la nostra realtà e soprattutto per il progetto del nostro settore giovanile. “Senza di me che gioco è?” è stato il primo progetto di scuola calcio aperto ad atleti disabili e promosso da un club professionistico.

Nelle ultime settimane in tanti hanno iniziato a muovere passi in questa direzione e anche l’avvento della “Quarta Categoria” (un torneo riservato proprio a calciatori con disabilità) risulta essere di conforto verso l’apertura sempre più ampia del nostro calcio.”

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“Sappiamo di aver intrapreso, in anticipo, una strada importante”, aggiunge Manfredi, “l’obiettivo è sempre stato quello di riuscire a coinvolgere i ragazzi del nostro territorio, anche quelli affetti da disabilità psichiche o motorie, e rendere “Senza di me che gioco è?” un vero e proprio modello esportabile.

I nostri sforzi stanno ottenendo brillanti risultati e l’incontro di venerdì 10 febbraio è stata occasione per noi di estendere la visibilità di questo progetto.”.

Quella del 10 febbraio è stata la prima uscita del Comitato Etico e vedrà, prima della presentazione dei componenti, una tavola rotonda sul calcio, i valori e il fair play.

Spazio è stato dato anche ai progetti sul calcio e il sociale con testimonianze e best practices a cura di club di Lega Pro.

E’ stata anche l’occasione per parlare del progetto “Il Campionato IV categoria #iovogliogiocareacalcio…in lega pro”, che partirà a breve e coinvolge alcune squadre di Lega Pro, attuando una prima sperimentazione nelle regioni dell’Emilia Romagna, della Bassa Lombardia e della Toscana, in collaborazione con CSI e LND.

Nascerà un torneo di calcio a 7 con “atleti speciali”
con deficit cognitivi e /o relazionali secondo i parametri indicati dal protocollo di riferimento dell’ASD calcio 21.

 

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