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Se guadassimo la nostra vita da un altro punto di vista e riuscissimo a lasciare la zona comoda e sicura della nostra esistenza “disimparando la religione del comfort” per condividere tempi, spazi, logiche e meccanismi di relazione con chi ha un concetto diverso di famiglia, come vedremo la nostra vecchia vita? La vorremmo ancora?

Lucio Basadonne, Anna Pollio e Gaia Basadonne (padre madre e figlia di 6 anni) hanno deciso di provarci, lasciare la loro “vecchia vita” (otto ore di lavoro al giorno a testa, bambina a scuola fino alle quattro del pomeriggio, babysitter ecc. ecc.) partire dalla città dove vivono (Genova) e confrontarsi con realtà differenti che stanno cercando stili di vita a misura d’uomo.

Il percorso lo hanno raccontato attraverso un documentario dal titolo “Unlearning” storia di una famiglia in viaggio senza soldi, fra decrescita, baratto, nuovi mondi e alla ricerca di un pollo!

Sì perché Gaia, la piccola di casa, ne aveva disegnato uno a quattro zampe, ed è stata questa immagine a muovere in loro una riflessione profonda: “il pollo a quattro zampe mi ha illuminata, racconta mamma Anna nel video, ho detto a mio marito che sarebbe stato bello lasciare la nostra vita di città per essere ospitati da famiglie completamente diverse dalla nostra”.

Così, fatte le valigie, tutti e tre sono partiti per un viaggio alla scoperta di un “mondo capovolto” dove al centro si potessero ritrovare “l’uomo, la natura, i loro tempi e le necessità”.

Il coraggio di cambiare. Giornate intere fuori casa, per poi ritrovarsi a sera quando arriva la cena “sfiniti a parlare di mutuo e bollette, organizzando un’altra giornata di sopravvivenza”a questo modello comune hanno voluto opporsi, un modello, si legge nella presentazione del progetto “che finora abbiamo vissuto, che ci confina in uno stile di vita che a nostra volta stiamo trasmettendo ai nostri figli come assunto di verità”.

Lucio, prima di partire si occupava di regia di spot e documentari, nel film è factotum audio-video, insieme agli altri componenti della famiglia che sono anche i protagonisti.

Anna da sempre nel mondo della grafica, insegnava in una scuola superiore di Genova e per Unlearning si occupa di tutto il lato grafico, social e marketing.

Gaia viaggia con mamma e papà e prima di questo progetto frequentava un asilo pubblico, aspettando di iniziare una prima elementare. Il documentario racconta “il punto di vista non certo oggettivo di un’ansiosa insegnante in aspettativa, un regista televisivo stanco di format ripetitivi e una bambina di 5 anni in balia degli eventi”.

Sei mesi in giro, con poche centinaia di euro e senza auto, Lucio Anna e Gaia, hanno percorso quasi 6 mila Km in compagnia di sconosciuti. Hanno vissuto ogni nuovo incontro come una possibilità “imparando a lasciare a casa paranoie e retaggi culturali imposti”.

Per ottenere vitto e alloggio si sono prestati a dare una mano nei modi più disparati, scambiando competenze, casa, oggetti, saperi e tempo: dallo zappare la terra al vendere zucchero filato, vivendo ogni occasione per crescere come famiglia “per capire davvero cosa conti in una squadra per definirsi tale”.

Un progetto sulla fiducia. Ospiti di contadini, artisti e gruppi itineranti, hanno conosciuto esperienze di cohousing, progetti educativi, comunità , ecovillaggi autosufficienti, fattorie ecosostenibili. Per realizzare il progetto è stata usata principalmente la forma dello scambio ed è stato avviato un crowdfunding , i cui finanziamenti, spiegano, serviranno per coprire parte del viaggio, le spese di ricerca, regia e montaggio e “un baratto con la vostra fiducia”.

Unlearning sarà proiettato in oltre 50 città italiane (ecco le tappe del tour), un calendario che si estende di giorno in giorno.

Un’esperienza su un paese di uomini, donne e bambini che “all’omologazione, hanno risposto facendo della propria esistenza un inno alla diversità per aprirsi al cambiamento ed “un invito gentile alla disobbedienza” una proposta per tutte le persone “stanche della propria vita ripetitiva che da sempre si chiedono se un’altra vita è possibile”. 

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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