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Il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale (SCU) ha pubblicato l’elenco dei Programmi di intervento che saranno finanziati ed inseriti nel Bando di reclutamento dei giovani volontari di servizio civile, ormai di prossima uscita.

La comunicazione del finanziamento ha seguito la pubblicazione delle graduatorie definitive, che per la prima volta vedevano valutati proprio i Programmi previsti dalla riforma del SCU, con all’interno i vari progetti.

Si tratta complessivamente di 553 Programmi che “potranno essere realizzati sul territorio nazionale ed estero e nelle regioni interessate dal piano europeo ‘Garanzia Giovani’, con l’impiego complessivo di 43.779 operatori volontari”, spiega il Dipartimento.

In particolare, sulla base delle risorse disponibili (oltre 224 milioni per il SCU e 56 milioni per Garanzia Giovani) saranno finanziati 458 programmi da realizzarsi in Italia per 39.622 posti di operatori volontari, quelli con un punteggio uguale a superiore a 77,1, ossia il 56,5% dei Programmi presentati dagli enti lo scorso maggio ed il 63,8% dei posti richiesti.

I Programmi finanziati in base al punteggio e ai fondi disponibili ricadono in tutte le Regioni italiane.

Solo nel caso della Provincia di Trento, che rischiava di non avere posti per le candidature dei giovani, il Dipartimento è dovuto intervenire recuperando il Programma dell’Associazione provinciale per i minori APPM onlus, che ha un punteggio di 77, e quello dell’ente di servizio civile ITAL (Istituto di tutela e assistenza lavoratori), collocato nella graduatoria a 76,7 punti.

Per l’estero sono invece 31 i programmi finanziati, quelli con un punteggio uguale o superiore a 78,3, ossia appena il 46,3% di quelli presentati, e 605 i posti disponibili, ossia il 51,6% di quelli richiesti dagli enti; al contrario per “Garanzia Giovani” la quasi totalità dei programmi presentati, 64 su 67, sarà finanziata, con l’impiego di 3.552 operatori volontari.

Una cifra inferiore a quella di posti disponibili e per questo il Dipartimento ha segnalato agli enti con programmi di intervento non finanziati in Italia che “possono avanzare richiesta di finanziamento con le risorse residue del Programma Operativo Nazionale ‘Iniziativa Occupazione Giovani’ (PON- IOG) per complessivi 3.205 posti”, distribuiti in 8 Regioni.

Tabella enti servizio civile 2020Rispetto ad una ipotetica “classifica” degli enti, anche quest’anno è guidata dalle A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), che vedono finanziati 2.427 posti, distribuiti in 7 Programmi di intervento e 53 progetti, davanti a Confcooperative con 2.171 posti (su 55 Programmi e 208 progetti) e ad Arci Servizio Civile con 1.999 posti (su 47 Programmi e 249 progetti).

Seguono nella “top ten” degli enti in Italia la Confederazione nazionale delle Misericordie con 1.824 posti, AMESCI con 1.781, l’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia con 1.727 posti (tutti richiesti con 1 solo programma), i Salesiani per il sociale APS con 1.186 posti, l’Unione nazionale dei ciechi ed ipovedenti con 978 posti, la Lega nazionale delle Cooperative e Mutue con 869 posti e ANCI Lombardia con 847 posti (che lo scorso anno era sull’Albo regionale della Lombardia).

Per l’estero è la FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) a coprire con i suoi 241 posti finanziati quasi il 40% di quelli disponibili, seguita dal CESC-Project con 103.

Dalla tabella che riportiamo si può notare anche l’ingresso di nuovi enti, oltre alla già citata ANCI Lombardia, a seguito della riforma del SCU che ha ricondotto i soggetti precedentemente iscritti negli Albi regionali, come ad esempio il CSV del Lazio e la Grimani Buttari delle Marche, nell’Albo unico nazionale.

“La pubblicazione dell’elenco dei programmi finanziati prima dell’emanazione del Bando di selezione degli operatori volontari, prevista nei prossimi giorni – aggiunge sempre il Dipartimento -, nasce dall’esigenza di garantire agli enti il tempo necessario per preparare un’adeguata pubblicità ai programmi e relativi progetti e favorire quindi l’accessibilità dei giovani ad informazioni corrette e dettagliate, così da incentivare una partecipazione più ampia e consapevole al servizio civile”.

Il Dipartimento inoltre annuncia che nei primi mesi del 2021 valuterà la possibilità di utilizzare eventuali risparmi maturati nel 2020 per “finanziare parte dei programmi di intervento inseriti nelle graduatorie definitive pubblicate il 10 dicembre, ma non finanziabili con il presente decreto”.