Tempo di lettura: 2 minuti

Reggio Emilia. Una bella vicenda contro illegalità e sfruttamento, è la storia di un progetto contro la mafia e il caporalato, si chiama “Sfruttazero, i “Ribelli” dell’oro rosso” racconta di una passata di pomodoro con lo 0% di sfruttamento.

Così il pomodoro, simbolo dello sfruttamento del caporalato nelle campagne, diviene un’attività lavorativa collettiva e solidale. Un incontro di presentazione del progetto Sfruttazero è in programma alla Biblioteca Panizzi, sala Reggio, sabato 9 febbraio alle ore 16,30, a cura di Associazione Diritti a Sud e Comitato Esodati di Reggio Emilia.

Le associazioni Diritti a Sud e Solidaria hanno aperto una lotta contro la precarietà e il caporalato: un ambizioso progetto per un’agricoltura rispettosa delle persone e della natura, un prodotto buono, genuino ed etico, un simbolo di riscatto e speranza in un futuro migliore. Sfruttazero nasce nel 2014 grazie all’associazione barese “Solidaria” e, dall’anno successivo, collabora con “Diritti al Sud” di Nardò.

Il simbolo dello sfruttamento e del caporalato, viene coltivato e trasformato in salsa da contadini, braccianti, migranti e non, a cui sono garantiti giuste condizioni di lavoro e di retribuzione; una produzione in cui non c’è spazio per lo sfruttamento, l’alienazione, i caporali o l’utilizzo di prodotti chimici.

Diritti a Sud è una comunità, con sede a Nardò (Lecce), composta da sensibilità differenti ma accomunate dal dovere morale di aiutare chi si trova a vivere condizioni di disagio, creando una rete di relazioni stabili e di rapporti umani autentici che vanno al di là delle differenze di nazionalità, condizione sociale o colore della pelle. L’obiettivo è trasformare quel “sud del mondo” simbolo di disagio e diritti negati, in un sud dell’accoglienza, della legalità, delle opportunità, del riscatto e dei diritti per tutti, conquistati e giusti.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *