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Cremona. Ci sono i volti e le storie della città nella mostra “Sguardi dal Novecento” inaugura, presso la Pinacoteca di Cremona del museo Civico Ala Ponzone, il 22 marzo e resterà aperta fino al 1 luglio. Una mostra che ha visto Cassa Padana partner collaborativo e partecipativo al fianco delle istituzioni per sostenere la cultura sul territorio.

La mostra consta di 48 opere, tra dipinti e disegni, di 14 artisti cremonesi, si tratta di una selezione di ritratti provenienti prevalentemente dai depositi del museo civico “Ala Ponzone”, alcuni inediti e mai esposti prima d’ora, su cui è stata avviata una approfondita ricerca d’archivio. Grazie alla ricerca documentaria sono emerse significative storie di personaggi fino ad oggi poco conosciuti i cui ritratti hanno acquisito così uno spessore storico oltre che artistico.

Le notizie raccolte hanno permesso di approfondire amicizie, relazioni professionali, legami profondi con il territorio, anche se talvolta alcuni di questi personaggi e artisti hanno dovuto trasferirsi altrove per motivi di lavoro. Molti di loro hanno contribuito al progresso e alla crescita della città e i ritratti presenti in mostra ne sottolineano la statura morale e professionale.

L’obiettivo è dunque quello di far conoscere i “retroscena” dei ritratti esposti attraverso la ricerca documentaria e far comprendere la ricchezza del patrimonio artistico del Novecento custodito nel museo, grazie ai lasciti e alle donazioni degli stessi personaggi ritratti o degli artisti e dei loro eredi.

Quattro le sezioni della mostra in cui ci sono continui rimandi storico-artistici e biografici, a corredo del percorso esclusivamente pittorico, sono state allestite sei bacheche con libri, articoli di giornale, disegni, lettere e fotografie inedite e rare che rappresentano solo una parte del materiale consultato.

Si tratta di fonti importanti, custodite presso l’Archivio di Stato di Cremona, nella locale Biblioteca Statale e Libreria Civica, oltre che documenti provenienti da archivi di famiglia come quello della famiglia Screm, donatrice del Museo (famiglia che si era stabilita a Cremona dopo la fuga dalla disfatta di Caporetto), Nelle bacheche quattro disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia, opere custodite nel museo e visibili per la prima volta.

Infine, proprio a completamento delle ricerche documentarie condotte, sono state predisposte alcune dettagliate schede biografiche su personaggi il cui contributo professionale è stato fondamentale per la storia della città.

“Sguardi del Novecento, volti e storie della città” apre la nuova stagione culturale del nuovo anno con eventi legati al Novecento, che culminerà con l’esposizione sul Premio Cremona, riguardante il concorso di pittura che si tenne a Cremona dal 1939 al 1941. Concorso di pittura che si tenne con lo scopo di sostenere l’idea di un’arte celebrativa dei valori e delle imprese del fascismo e improntata a sostenere le esigenze di propaganda ideologica del regime.

Un calendario fittissimo di eventi, in programma sino a dicembre, è dedicato a don Primo Mazzolari, il parroco di Bozzolo e una delle figure più significative del cattolicesimo italiano della prima metà del Novecento. Prete, scrittore, oppositore del nazifascismo e attivo per la Resistenza. In programma, per tutto l’anno, letture diffuse in città. Convegni, prodotti editoriali ed esposizioni.

Cremona non può affrontare una programmazione sul secolo scorso senza valorizzare una delle più grandi voci italiane di sempre: Mina, nata proprio a Cremona. Il progetto ‘Cremona canta Mina’ durerà da giugno a novembre e sarà costituito da appuntamenti nuovi strutturati ad hoc e da eventi già esistenti intonati per l’occasione alla Tigre di Cremona.