Tempo di lettura: 4 minuti

Brescia – I dati del recente rapporto Caritas sulla povertà dicono che oggi quasi un povero su due è minore o giovane. Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono 1 milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%).

Anche a Brescia e provincia sono i più giovani a chiedere il massimo della vicinanza. La ricerca realizzata lo scorso anno dal “Calabrone” nelle scuole secondarie di secondo grado della città ha evidenziato che anche nella fascia della così detta normalità “oggi il malessere non è più un’area residuale, è un’area che sta aumentando nelle sue diverse manifestazioni (ansia, agiti autolesivi ecc)“.

Tre ragazzi su dieci hanno affermato di aver preso in considerazione – in maniera generica – la possibilità di farsi del male (33,3% di risposte affermative) e 2 ragazzi su 10 (19,7% delle risposte) hanno tentato di farsi del male utilizzando almeno una delle due modalità tra tagli e/o scarificazioni e bruciature.

Sono queste evidenze che portano il Calabrone ad occuparsi di giovani e che pongono con forza interrogativi sul presente e sul futuro da realizzare. In concreto il Calabrone incontra ogni anno moltissime persone delle quali più di 8.500 sono giovani e bambini. Tre i punti di attenzione che guidano l’azione del Calabrone e raccontano queste evidenze.

La partecipazione dei giovani. Il Calabrone continua a promuovere attivazione sociale giovanile e i giovani rispondono positivamente, nonostante il momento buio. I quasi quattromila giovani (3.849 nel 2017) che ogni anno vengono coinvolti si attivano per iniziative che trovano interessanti e grazie ad esperienze in cui il fare volontariato si coniuga con lo stare bene con gli altri. Le due attività principali su questo fronte sono Volontari per Brescia (associazione che promuove volontariato temporaneo ogni anno per circa 150 giovani della città) e Casa Baobab (una casa per 5 giovani attivi). Promozione di contesti in cui coltivare competenze di vita.

In questo momento possedere strumenti per orientarsi è indispensabile per un giovane. Il Calabrone è presente nelle scuole, negli spazi-giovani e informagiovani: in queste attività ogni anno vengono incontrati oltre cinquemila studenti (5.283 nel 2017) in oltre 248 percorsi. Un’esperienza merita una citazione particolare: Casa Bukra, un servizio educativo residenziale per minori stranieri. Sono ragazzi tra i 15 ed i 18 anni, adolescenti mandati o partiti, arrivati qui per potersi costruire un futuro e che ci interrogano su quale società vogliamo essere. Un servizio che produce inclusione e possibilità e che oggi sta rischiando di chiudere a causa di una latitanza istituzionale.

La presa in cura di chi in questa complessità risulta fragile e vulnerabile. E’ lungo elenco di persone: i giovani e le famiglie che manifestano disagio nel percorso di crescita (ascolto di 450 giovani ogni anno); persone con problematiche relative alle dipendenze (ne vengono accolte 38); cittadini che si ritrovano in situazioni di marginalità e vivono in strada (più di 650 persone). Le risposte su questo fronte hanno nomi diversi: Il centro La Fenice, le due comunità, lo Smi gli Acrobati di cui siamo parte; l’Associazione Amici del Calabrone fondamentale sul tema delle povertà e del volontariato.

Nel fare questo la Cooperativa sociale nata nel 1981 dall’intuizione di don Piero Verzeletti e grazie all’impegno di persone sensibili al disagio giovanile, si è trovata a volere e dovere aprire nuove forme di intervento senza tuttavia dimenticare ciò che si è realizzato in precedenza se ancora utile per gli altri.

Tutto questo non è possibile senza un “Noi” fatto di operatori appassionati, volontari attenti e preparati, persone che sostengono il Calabrone donando vicinanza, tempo, risorse. Un Noi fatto anche di altre cooperative, associazioni, istituzioni, imprese con cui sono state costruite alleanze etiche.

Un Noi che si allarga alla città con il ciclo di Incontri di Pensiero. Un ciclo che per il 2018 è dedicato agli “Sguardi. La lettura del presente, il racconto della realtà, la ricerca di futuro“. Sono gli sguardi che abbracciano il presente intuendo un possibile futuro. Lo sguardo diviene quindi “intuizione che permette di attraversare con intelligenza le strade, di incontrare le persone, ascoltare, confrontarsi, il porsi, non certamente come modelli, ma come interpreti degli eventi e delle cose”, come ricordava don Piero in una sua bellissima riflessione.

Incontri che a partire dall’esperienza, dalla visione del mondo di tre protagonisti del presente sappiano farci riflettere e avere uno sguardo sul futuro. Gli incontri si svolgeranno all’Auditorium Capretti (Istituto Artigianelli) a partire dalle 17.30.

  • “Per pochi o per tutti. Generare fiducia tra vulnerabilità e inclusione”: è il tema d’apertura e verrà affrontato da Gino Mazzoli intervistato dal giornalista Marcello Zane, sabato 10 novembre ore 17.30.
  • “Orfani di futuro. Tra crisi di senso e capacità di condivisione”: è al centro del secondo incontro. Vincenza Pellegrino intervistata dal giornalista Enrico Mirani, sabato 17 novembre ore 17.30.
  • “Società circolari. Tra economia e sociale”: è il tema dell’incontro conclusivo del 2018. Aldo Bonomi intervistato dal giornalista Lucio Dall’Angelo, sabato 24 novembre ore 17.30.

L’iniziativa è  realizzata dalla Cooperativa Il Calabrone in collaborazione con l’Associazione Amici del Calabrone; patrocinata dal Comune di Brescia, il Comune di Collebeato e da Confcooperative; e si è avvalsa del contributo di: Fondazione ASM, Credito Cooperativo di Brescia, CAF Acli, Associazione Il Sorriso.


Il 2018 è stato un anno di cambiamenti al Calabrone: a fine maggio, infatti, è stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione e un nuovo Presidente: Alessandro Augelli che ha ricevuto il testimone da Piero Zanelli. Da luglio inoltre è stato nominato Angelo Mattei come Coordinatore Generale.

Entrambi dipendenti e soci della cooperativa da molti anni, sono stati nominati al termine di un percorso condiviso da soci e dipendenti finalizzato a dare un nuovo slancio alla vita della cooperativa, anche attraverso il ricambio generazionale, ma garantendo la continuità con i valori, la missione, le attività e l’attenzione alle persone che da sempre caratterizzano Il Calabrone.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *