Fare pace con la natura e costruire un futuro sostenibile unica garanzia per la nostra salute e il nostro benessere è l’esortazione del WWF, dal 1961 in campo per la difesa della natura e della biodiversità. Si chiude l’anno che ha sconvolto il pianeta il WWF pubblica un bilancio drammatico sulle conseguenza delle azioni umane, covid19 compreso, che stanno mettendo in serio pericolo la nostra vita.

“Il 2020, l’anno in cui è accaduto tutto quello che pensavamo non sarebbe mai successo ma anche l’anno che ci ha aperto gli occhi sulla crisi ecologica provocata dalle nostre azioni, volge al termine. Il WWF prova a tirare una linea attraverso una carrellata di avvenimenti che hanno messo in evidenza in modo drammatico come gli ecosistemi del nostro Pianeta siano, ormai, al limite e come questo influisca in modo diretto sulla nostra salute, sulla nostra sicurezza e sulle nostre vite.

Il cambiamento climatico che ci costringe ad affrontare catastrofi sempre più frequenti. Il commercio di animali selvatici collegato con le malattie zoonotiche, la deforestazione che sta portando al collasso inarrestabile (tipping point letteralmente ‘punto di non ritorno’) sistemi vitali per il pianeta come la foresta amazzonica o gli incendi che hanno cancellato milioni e milioni di ettari di territorio australiano, portando il koala e altre specie più vicine all’estinzione. Se c’è una lezione che dobbiamo imparare dal 2020 è che la nostra salute dipende dalla salute della Natura.

Niente su questo Pianeta ci è indifferente: la crisi climatica, la scomparsa delle foreste, la distruzione degli ecosistemi, l’estinzione di specie e habitat, i nostri consumi e la produzione insostenibile di cibo hanno un effetto boomerang sulle nostre vite. Non c’è più tempo per discussioni infinite su impegni che non si trasformano mai in fatti; non c’è più tempo per politiche attendiste o sbagliate; non abbiamo più tempo per costruire un futuro sostenibile in cui ricostruire la natura che abbiamo perso.

Se vogliamo difendere la nostra salute e la nostra sicurezza non dobbiamo più parlare al futuro ma al presente rispetto alle grandi sfide ambientali. Ogni decisione, ogni scelta, ogni investimento deve contribuire immediatamente alla conversione ecologica di cui abbiamo bisogno per proteggere la nostra salute e il nostro futuro.”

Ecco un riassunto dei fatti principali:

Mentre il primo mese del 2020 viene dichiarato il più caldo mai registrato in 141 anni, l’Australia brucia. Il fronte dei roghi, la portata delle fiamme e la superficie interessata, hanno raggiunto dimensioni da record assoluto e le immagini dei koala e dei canguri ustionati raccontano al mondo il dramma vissuto dalle foreste australiane.

L’ 11 marzo l’OMS dichiara ufficialmente l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 pandemia. E sulla base delle numerose ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi anni in tutto il mondo, il WWF denuncia come le sempre più frequenti malattie emergenti, trasmesse dagli animali all’uomo (malattie zoonotiche, tra cui il Covid-19), non siano altro che la conseguenza della distruzione degli ecosistemi e la gestione insostenibile della fauna selvatica.

Il WWF Italia intervista Jared Diamond (autore di “Armi, acciaio e malattie”), e lui non ha dubbi: “L’epidemia da Coronavirus non si sarebbe mai diffusa se 17 anni fa, dopo la SARS, i cinesi avessero chiuso i mercati di animali selvatici vivi”.

I cittadini del mondo, intrappolati in lunghi lockdown primaverili, assistono stupiti al dirompere della natura in città. Qualcosa di più grande e più temibile costringe l’homo sapiens a fermarsi. Crollano i livelli di inquinamento atmosferico, scompare il traffico, diminuiscono rumore e presenza umana.

Mentre l’intero pianeta inizia ad affrontare la pandemia e il suo effetto drammatico sulle nostre vite, niente ferma il riscaldamento globale. Il continente antartico è in totale “fusione”: paesaggi un tempo candidi e bianchi, grandi condizionatori del Pianeta, mostrano ora le ferite di una terra scura e sassosa non più protetta dai ghiacci.

La grave fuoriuscita di combustibili fossili avvenuta il 25 luglio al largo della costa dell’isola Mauritius ha provocato drammatici impatti sul delicatissimo ecosistema costiero e sulle comunità che dipendono da queste risorse per la loro economia.

Ad agosto 2020 anche la California si trova ad affrontare una drammatica stagione di incendi, che distrugge una superficie di foreste e di vegetazione due volte superiore a quella totalizzata durante i peggiori incendi dello stato americano: 9.639 incendi coprono una superficie di 17.000  km2 e uccidono 33 persone.

Nel mese di settembre il WWF ha pubblicato i risultati del Living Planet Report. In meno di 50 anni abbiamo assistito ad un declino del 68% delle popolazioni selvatiche degli animali a noi più familiari, mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci.

A novembre, mentre l’umanità paga i devastanti impatti della diffusione della pandemia in tutto il mondo, in Amazzonia le foreste tropicali, nostro vero grande vaccino contro la diffusione di malattie e cruciale elemento degli equilibri climatici, continuano a scomparire.

La massa degli oggetti di origine antropica, come palazzi, strade e macchine supera in peso la biomassa. É un altro tragico primato raggiunto dall’umanità, che consegnerà alla storia il 2020 come l’anno che ha sconvolto il Pianeta. La forza di una sola specie – l’homo sapiens – è riuscita a cambiare i connotati e gli equilibri della Terra, ad una velocità ed intensità tale da aver dato origine a quella che gli scienziati hanno chiamato “Antropocene”.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.