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“Uomini non si nasce: lo si diventa ed è un duro lavoro il diventarlo”:  con queste parole l’avv. Giuliano Boaretto della “Gran Loggia d’Italia” ha concluso l’evento che tale istituzione massonica ha organizzato nel Castello Sforzesco di Milano, nell’ambito della diversificata proposta culturale che, con il nome di “Bookcity”,  ha contraddistinto le numerose iniziative inserite dall’Amministrazione comunale sul binario temporale che il 2014 ha fatto collimare con la metà di novembre, nell’internazionale scacchiera attrattiva della città meneghina.

Evento che, per quanto concerne la massoneria, si è circonstanziato in un’articolata conferenza, liberamente aperta al pubblico, interpretata dai relatori Giuliano Boaretto, Giuseppe Ivan Lantos e Renato Ariano della “Gran Loggia d’Italia” e dallo scrittore, politologo, esperto in esoterismo, Giorgio Galli, che si sono rispettivamente espressi anche nel merito della presentazione dei libri “Gli iniziati. Il linguaggio segreto della massoneria” di Luigi Pruneti, “La magia e il sacro” di Claudio Bonvecchio ed “Esoterismo e politica”, come pure, “Le ribelli della storia. Baccanti, gnostici e streghe: i vinti della storia e la loro eredità” di Giorgio Galli.

Dai vari interventi è emersa una riflessione culturale comparata a mirati accenni circa il contenuto di queste pubblicazioni che ha avuto, invariabilmente, come oggetto, l’uomo. “L’uomo nasce nell’infinito, ma, è, per sua natura, finito”: dalla polarizzazione di queste caratteristiche antitetiche scaturisce il profilo d’azione della massoneria, organizzazione iniziatica volta al perfezionamento individuale e, contestualmente, della società, in una propositiva visione umanistica globale. Lavorando su sé stessi, con “costanza ed ardore, si creano i presupposti per una società armonica, passando attraverso la cultura e procedendo dalla ragione fino al passo successivo del sentimento”.

Nei libri, vettori culturali per eccellenza, si possono trovare gli spunti per una dialettica funzionale a questo valoriale procedimento di progressivo e di utile arricchimento interiore che, in massoneria, si esplica per il tramite della ricerca di un perfezionamento personale, sperimentato in un motivato contesto collettivo e rituale.

E’ questo lo spazio, sotto la volta di quell’insieme oggettivo denominato “loggia” che anticamente, nella più lontana tradizione della “Libera Muratoria”, corrispondeva al luogo di custodia degli attrezzi degli antichi architetti e muratori, mentre “la tornata” è la “riunione rituale di loggia”, come circostanza fattiva nella quale i lavori si compiono nel “tempio”, come ambiente riservato a quella formulazione aggregativa ed al tempo stesso ritualistica che si manifesta nella periodica espressione formale e connotativa dell’ordinaria attività dei “fratelli” e delle “sorelle” massoni.

La “Gran Loggia d’Italia”, seconda, fra quelle italiane, come obbedienza massonica per numero d’affiliati, è l’unica che, dal 1955, accoglie pure le esponenti del gentil sesso fra i propri numerosi iscritti.

La massoneria lavora per unire tutti gli uomini e non per dividerli, cercando di riuscire a leggere la realtà immanente, grazie ad una visione ispirata al trascendente.

L’obiettivo, in ogni campo dello scibile umano, è l’elevazione dalla mera materia cogente, salendo dall’immanente, per approdare al trascendente, secondo una logica culturalmente evocativa del pensiero platonico, nella sua filosofia speculativa.

Una prospettiva che, pare, in un certo qual modo, raffrontabile al percorso dei fedeli cristiani che, in quanto battezzati, sono anch’essi iniziati ed avviati, attraverso la preparazione e l’accesso ai sacramenti, quali segni efficaci della grazia di Dio, ad un cammino di salvezza fideisticamente contemplato nella meta della “Patria celeste”.

Massoneria Bookcity MilanoE’ questo un interessante accostamento, fra l’altro, evidenziato da Giuseppe Ivan Lantos, a cui si è, fra l’altro, ricondotto, nel suo diffuso intervento, l’avv. Giuliano Boaretto, citando quelle figure dei credenti praticanti che, di prima mattina, partecipano alla santa messa. In tale pratica confessionale si esercita implicitamente una rimodulazione interiore, messa a fuoco al principio della giornata, che, anche nel caso di quanto avviene nei lavori di loggia, offre un ritmo mentale, “fissa una coerenza dell’onda”, creando una sorta di campo d’azione per quell’utile “attrattore” percettivo che, in una tensione verso il soprannaturale, favorisce il mettersi in rapporto empatico con il nostro vicino.

La massoneria è, in tal senso, metodo, non è contenuto. Metodo orale, simbolico, rituale. Orale, in quanto si privilegia la parola come suono, nella reminiscenza evangelica giovanninea, riferita al versetto esplicitante il fattore primigenio costitutivo, rappresentato dalla frase “In principio era il Verbo”.

Il “Verbo”, come suono, è “creativo”. La parola crea uno scambio di energie umane che, in massoneria, porta al rituale, offrendo quel fraterno circolo energetico, quale interrelazione armonica immessa nell’intreccio delle più personalistiche diversità, in cui ha un ruolo fondamentale il ricorso all’uso del simbolo.

La simbologia, nella Libera Muratoria, è il mettere insieme molti significati nella metodica fattispecie dell’attribuirvi il corrispondente significante. Con il simbolo si cerca di interpretare, ad un livello più elevato e di maggior contenuto, la realtà, scalfendola dalla sua superficie, per approfondirne gli aspetti molteplici della sua effettiva e svelata materia rivelatrice.

Lo scopo è di avere una visione più ampia della realtà stessa, “a volo d’uccello”, nella quale l’esperienza può ricondursi allo scioglimento del proprio ego nel tutto, in una sorta di presa di coscienza, nell’ambito della quale il massone è, però, invitato a ritornare fra i suoi simili, per coadiuvarli nel coltivato sviluppo, indirizzato verso tale elevazione.

Bisogna pensare agli altri: adeguando i costumi praticati, in relazione ai traguardi che si professa siano ricercati. “Lavorare la pietra grezza dell’io” è il combattere costantemente con la propria ombra, cercando di scorgere, nell’altro, quella scintilla di luce che concorre all’instaurarsi di una possibile armonia all’interno di relazioni vissute consapevolmente circa il presumibile dato di fatto che la realtà nasca tra la pace e la guerra, in una inesorabile ed alchemica “coniunctio oppositorum” (congiunzione degli opposti), nei confronti della quale l’esoterismo offre materia speculativa per una individuale ricerca iniziatica, tradotta poi in una portata collettiva. Quell’esoterismo, pure trattato dai libri di Giorgio Galli, dal titolo “Esoterismo e politica” e “Le ribelli della storia”, presentati nella conferenza cittadina, prendendo i riferimenti dai quali, in questa sede, si è sviluppata una rispettiva disamina tematica ad essi corrispondente, mentre ad una chiave, invece, essoterica, cioè scoperta, pubblica, esterna, si è ispirata l’iniziativa della “Gran Loggia d’Italia” alla quale la sala “Weil Weiss”, del Castello Sforzesco di Milano, è stata, per tale occasione, messa a disposizione dal Comune per un appuntamento inserito nel programma di promozione culturale del “Bookcity”. L’opportunità, ravvisata in questo evento, era il presentare alcuni aspetti esperienziali della tradizione massonica, nel contesto di una pubblica condivisione di quei caratteristici elementi che sono puntualmente documentati nel libro, edito dalla “Oscar Mondadori”, “Gli iniziati. Il linguaggio segreto della massoneria”, scritto, nell’edizione che della ricca pubblicazione ne raccoglie il testo, dei quattordici capitoli, nelle circa duecentoventi pagine di una dettagliata trattazione, da Luigi Pruneti, saggista e studioso di esoterismo, “Gran maestro” della “Gran Loggia d’Italia degli ALAM (Antichi e Liberi Accettati Muratori)” dal 2007 al 2013.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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