Quest’anno il mondo ospita Torino e il Piemonte, sarà la Terra Madre più grande di sempre” afferma Carlo Petrini fondatore di Slow Food annunciando la nuova edizione dell’evento che sarà un lungo viaggio.

Si parte con un calendario ricco di attività che si svilupperanno in parte sulla piattaforma di Terra Madre e in parte saranno diffuse a Torino, in Piemonte e nel mondo.
Da ottobre il viaggio di Terra Madre Salone Del Gusto sarà un’edizione globale lunga sei mesi per dare voce alla comunità locali, con eventi digitali, fisici e diffusi in tutto il mondo.

– Quella di quest’anno sarà l’edizione di terra madre salone del gusto più grande di sempre. noi impiegheremo tutte le nostre forze per far vedere che esistono migliaia di comunità, composte da contadini, artigiani, produttori, pescatori, che sviluppano un’economia al servizio dei beni comuni in tutto il mondo.- continua Petrini – E loro, in un certo senso, ospiteranno Torino e il Piemonte in ogni angolo del mondo: migliaia di persone portano nel cuore l’evento, il territorio e le idee che qui fioriscono – È con queste parole, pronunciate dal presidente di Slow Food, Carlo Petrini, che parte il countdown per l’edizione 2020 di Terra Madre Salone del Gusto, che inaugurerà il prossimo 8 ottobre e proseguirà per sei mesi con un format completamente diverso dal solito.

– Il mondo intero sta vivendo una triplice crisi – sostiene Petrini – climatica, economica e pandemica. Serve una visione di cambiamento profondo. Richiederà tempo, ma si intravedono già i semi nell’economia espressa dalle comunità di Terra Madre. È giunto il momento di riconoscere e amplificare il valore di queste comunità in tutto il globo. Il messaggio è forte e chiaro: in questo anno segnato così pesantemente dalla sofferenza per la pandemia di Covid-19, dalla crisi economica globale, dai lockdown in tutto il mondo, c’è un valore che non soltanto non è stato cancellato, ma anzi è stato rimesso in primo piano e della sua importanza in tanti, finalmente, hanno acquisito consapevolezza: il valore dell’essere parte di una comunità -.

Un confronto che, quest’anno, adotta un approccio diverso dalle edizioni precedenti – Abbiamo deciso di cambiare le lenti con cui leggiamo la realtà, mettendo da parte i confini nazionali e focalizzandoci invece sugli ecosistemi, cioè sulla relazione tra gli esseri umani e la natura, per comprendere i problemi che toccano tutti, indipendentemente dalla latitudine e dal continente – aggiunge Serena Milano, segretaria generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. – Parleremo di Terre alte (cioè montagne e colline), Terre basse (ovvero le pianure), Terre d’acqua (mari, fiumi e laghi) e del rapporto tra città e campagna: grazie alle testimonianze dalla rete Slow Food cercheremo di raccontare idee, proposte e soluzioni -.

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