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Brescia. Si può fare, si può realizzare un sogno, un progetto, se dietro c’è la volontà di mettersi insieme, di fare rete, per creare realtà lavorative che diano valore alla persona. “Fatto in Rete” è un progetto dove il talento di ognuno è posto al centro, come il perno dove ruota il palmento che produce farina, ma conosce la fatica del grano portato al mulino.

“Fatto in Rete” è la visione di un progetto che si realizza. Nato solo nove mesi fa da un’idea della Caritas Diocesana di Brescia, vede ora sei partner, cooperative e piccole imprese agricole che operano in ambito zootecnico e agroalimentare, mettersi insieme per valorizzare i loro prodotti di alta qualità e ottimizzare, tramite l’organizzazione a rete, le attività di marketing e di vendita.

In pochissimi mesi, con l’energia inscindibile di chi pone al centro la dignità della persona, capisce la potenzialità del territorio e il rispetto del “creato”, si sono raggiunti i primi risultati. I prodotti sono nei negozi dei territori dove operano le imprese aderenti. Già sono attivi due punti vendita a Livemmo in Val Sabbia e un altro a Toscolano Maderno, mentre un furgone attrezzato funge da “negozio mobile” al servizio della ristorazione e della distribuzione specializzata.

In questi mesi sono in bella vista sugli scaffali i prodotti di cosmesi naturale tratti dal latte delle asine di Balaam , capofila del progetto. Gli antichi grani e i derivati dell’Antica Terra; olive, olio e nocciole della coop. Faro, i formaggi e il miele della coop. Rucc e Dintorni della Valle Sabbia; il latte solidale della cavalle di Sentieri e Verbena e i casoncelli tipici della Solidarietà Covatese.

Una ripicca alla crisi. Fatto in Rete è la concezione di un’economia solidale, sostenibile e che già pone solide basi per il futuro tenendo costantemente la barra a dritta, per non uscire dalla rotta o per non perdere in vento della carità e della giustizia. Che significa:

  • La salvaguardia e la creazione di posti di lavoro. La crescita delle piccole attività comporta anche la creazione di nuova occupazione. Durante il triennio 2016-2018, grazie a Fatto in Rete prossimamente quaranta persone conserveranno o troveranno un posto di lavoro.
  • La sperimentazione di forme innovative di collaborazione. La collaborazione genera nuovi prodotti, nuove competenze, nuovi mercati, ma anche riduzione dei rischi e ottimizzazione delle risorse.
  • La valorizzazione di prodotti tipici. Fatto in Rete mira a vivacizzare un’economia rurale che esprime ottimi prodotti tipici del variegato contesto territoriale bresciano.
  • Il miglioramento della qualità dell’ambiente. La rete contribuisce a evitare l’abbandono di coltivazioni, pascoli e siti boschivi, proteggendo l’assetto idrogeologico del territorio.

La racconta bene il logo di Fatto in Rete, la visione del centinaio di donne e uomini che hanno creduto nel progetto: “una tonda terra gravida abbracciata da due mani e un germoglio che sta per nascere”.

Un cammino quello di Fatto in Rete che percorre un sentiero che, seppur in salita, insegue le parole di Papa Francesco: “ La fase di grave difficoltà e disoccupazione richiede di essere affrontata con gli strumenti della creatività e della solidarietà. La creatività di coloro che guardano al futuro con fiducia e speranza”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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