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Cremona. Si avvia alla conclusione la rassegna Le parole di don Primo, che ha fatto scoprire la attualità del pensiero di don Primo Mazzolari, esempio di fede e fedeltà alla pace, alla giustizia e al coraggio.

Venerdì 14 dicembre, alle ore 21, ultimo atto della rassegna al Teatro Monteverdi in via Dante, 149,  si terrà la rappresentazione Siamo tutti mendicanti che vede protagonisti l’Associazione Giorgia e gli allievi della classe IV AS dell’Istituto d’Istruzione Superiore “L. Einaudi” di Cremona. La regia è di Fabrizio Caraffini di Teatro Itinerante. Interverrà il Vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni.

Siamo tutti mendicanti sarà replicato martedì 18 dicembre, alle ore 21, sempre al Teatro Monteverdi, con ingresso gratuito. Sono previste anche due repliche mattutine per le scuole, l’11 e il 14 gennaio 2019.

Siamo tutti mendicanti rilegge il pensiero complessivo di Don Mazzolari sviluppando alcuni dei temi portanti, quali la povertà, l’accoglienza, le nostre chiusure e le barriere che creiamo o che dobbiamo superare. Lo spettacolo si raccorda nel finale con il noto libro La più bella avventura, ampio commento alla parabola evangelica del figliol prodigo, con cui don Primo Mazzolari indicava al cattolicesimo italiano la necessità di aprirsi ai “lontani”.

Pur senza nominarli, i protestanti, ma anche i modernisti, i liberi pensatori e gli spiriti critici nella Chiesa, erano gli interlocutori immaginati da Mazzolari durante la stesura del libro. Il libro fu condannato nel 1935 con lettera del Sant’Offizio, ma successivamente ne fu riconosciuto il valore: “La più bella avventura, sia per i contenuti che per le reazioni suscitate dalla sua pubblicazione, appare un testo esemplare della temperie spirituale e culturale attraversata dal cattolicesimo italiano tra le due guerre mondiali”.

Lo spettacolo nasce dunque da una riflessione condivisa sulla figura di don Primo Mazzolari, che ha coinvolto in prima persona gli attori, importante valore aggiunto di questo percorso. Tutti hanno potuto dare il loro speciale e unico contributo in un’ottica, come sempre, inclusiva.

L’Associazione Giorgia riassume così l’esperienza: “Le parole di don Primo ci hanno condotto a cercare il vero significato delle nostre parole, permettendoci di ritrovare il valore dei gesti in un percorso che ci ha accompagnato a scoprire il cammino dal presepio alla croce”. Fondamentale anche la collaborazione con l’I.I.S. Einaudi: “Lo spettacolo è inserito nel progetto LAIVin di Fondazione Cariplo che promuove la pratica e la fruizione di musica e teatro e il protagonismo culturale degli studenti delle scuole superiori”.

L’associazione nasce nel 1997 per ricordare Giorgia, un’amica che ha vissuto l’esperienza della propria disabilità all’insegna della condivisione e dell’impegno per gli altri. Giorgia opera nel campo dell’inclusione effettuando interventi di supporto rivolti a persone con fragilità e, in particolare, da oltre 10 anni, offre alla cittadinanza laboratori di teatro integrato, che vedono la compresenza in scena di giovani disabili e normodotati e dove la ricchezza della varietà umana si incontra, creando nuove sfumature.

L’inclusione e la creazione di relazioni significative, insieme alla possibilità di offrire spunti di riflessione sul tema della diversità intesa come patrimonio comune, rappresentano i motivi fondanti dell’esperienza associativa.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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