Tempo di lettura: 2 minuti

Verona. Un cammino attraverso i luoghi di Verona dove Dante visse, una prima volta tra il 1303 e il 1304 e una seconda volta dal 1313 al 1318, in programma venerdì 1 e sabato 2 luglio alle ore 21 con il Teatro Stabile di Verona. Silent Dante è uno spettacolo itinerante sulle tracce di Dante, gli spettatori hanno per guida un attore-narratore, o meglio un Virgilio-narratore, che li conduce in un percorso dove il mondo di Dante, sospeso tra storia e immaginario, da reale si trasforma in ultraterreno.

Virgilio-narratore guida gli spettatori con la tecnologia silent play: attraverso delle whisper-radio, delle cuffie luminose, i partecipanti ascoltano il racconto di Virgilio ma anche suoni, musiche e suggestioni che rendono il percorso una vera passeggiata sensoriale.

Epilogo davanti alla chiesa di Sant’Elena, dove il 20 gennaio 1320 Dante espose a voce la sua celeberrima Quaestio de aqua et terra e nel suggestivo chiostro della Biblioteca Capitolare, con la chiusura “L’amor che move il sole e l’altre stelle” con il sottofondo celestiale del Magnificat dalla Dante-Symphonie di Franz Liszt.

Lo primo tuo refugio e ‘l primo ostello sarà la cortesia del gran Lombardo che ’n su la scala porta il santo uccello;
ch’io te avrà sì benigno riguardo che del fare e del chiedere, tra voi due, fia primo quel che, tra li altri, è più tardo.” (Paradiso, canto XVII, v. 70)

Il De Monarchia e buona parte del Paradiso sono stati scritti dal ghibellin fuggiasco proprio a Verona. Dante era di casa a Verona e numerosi sono i luoghi che lo ricordano, luoghi in cui ha parlato e divulgato le sue idee, come il chiostro del Duomo, dove possiamo trovare una targa a lui dedicata davanti alla chiesa di Sant’Elena, o la Chiesa di Santa Maria della Scala, frequentata un tempo dai signori della città, e la stessa Piazza dei Signori, chiamata anche Piazza Dante, per la statua del sommo poeta che dal centro domina lo spazio circostante. Questa statua, realizzata da Ugo Zannoni in marmo di carrara, sorretta da un piedistallo e alta tre metri, è stata inaugurata nel 1865.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.