Tempo di lettura: 3 minuti

Breno, Valcamonica (Brescia) – Silvia mi accoglie con un grande sorriso, con la sua cortesia sa sempre come metterti a tuo agio.

Dalla nascita convive con la disabilità, una disabilità che non ha mai frenato il suo entusiamo per la vita, la sua intraprendenza, la sua voglia di fare.

Il ricordo di lei sin dalla nascita è quello di una bambina gioisa, combattiva, determinata, nonostante la vita non sia stata affatto generosa. Lei ha affrontato con grande coraggio la scomparsa prematura della mamma anche grazie alla sua famiglia che l’ha sempre sostenuta e le è stata vicina.

Da alcuni anni Silvia vive negli alloggi protetti della Cooperativa Arcobaleno a Breno, che condivide con altre compagne, che come lei hanno una disabilità. Una scelta fortemente voluta per guadagnarsi la sua indipendenza e che ancora oggi porta avanti con entusiasmo.

La sua quotidianità è scandita da precisi impegni casalinghi e dalle numerose attività che svolge fuori e dentro la cooperativa, seguita dai volontari e operatori qualificati.

La sua passione per lo sport inizia nel 1998, quando avvia i primi passi con la corsa e il lancio del vortex. Neppure l’intervento chirurgico al ginocchio la ferma: lei riparte più forte di prima e inizia ad allenarsi per la marcia.

I primi successi non tardano ad arrivare e negli anni Silvia conquista numerose medaglie. Il prossimo impegno è a Grosseto, a settembre.

Ma facciamo qualche passo indietro. Siamo a Roma, nell’autunno 2013, ai campionati europei di atletica leggera riservati ad atleti affetti da sindrome di Down, Silvia gareggia per la Polisportiva Disabili di Valcamonica, nelle gare dei 1.500 e 800 metri.

Nella prima gara si classifica al terzo posto, distanziando l’amica Angela Galluzzi, ma l’indomani succede qualcosa di inaspettato: Silvia rallenta nella gara degli 800 metri e si fa precedere dall’amica e compagna di squadra Angela che conquista la medaglia di bronzo.

La superiorità di Silvia è nota al suo allenatore Martinoli. La domanda sorge spontanea, cosa è successo? Dopo qualche insistenza Silvia candidamente risponde: «Anche Angela meritava la gioia di una medaglia».

Una lezione di vita, un gesto di generosità che non è passato inosservato. Silvia infatti per questo gesto ha ricevuto un importante riconoscimento mondiale, che vale più d’una medaglia.

Si tratta del World Fair Play Diploma, consegnato dal Cifp (Comité International pour le Fair Play), il 19 luglio scorso a Kazan, nella Repubblica del Tatarstan (Confederazione Russa).

Un’organizzazione impeccabile ha accolto l’atleta camuna e la sua famiglia, dall’arrivo in aereoporto fino alla partenza con visite guidate alla città a contorno della cerimonia.

Grandissima accoglienza da parte di tutti i membri presenti del “International Fair-Play Committee” a partire dal Presidente Dr. Jeno Kamuthy. Tutti già all’arrivo si sono intrattenuti con Silvia complimentandosi e manifestando la propria gioia per la sua presenza. Particolarmente interessato alle attività sportive/educative di Silvia il dott. Muller ( Member of the IOC Commission for Olympic Education and Culture”).

Un grande riconoscimento personale per la marciatrice camuna, ma soprattutto un premio ai valori educativi e formativi che la Polisportiva Disabili Valcamonica porta avanti da oltre 20 anni, al grande impegno e dedizione di Angelo e Gigliola che sono l’anima dell’associazione.

La Polisportiva è un’associazione fondata nel 1992 con la finalità di coinvolgere le persone disabili del territorio camuno e dell’alto Sebino nella pratica sportiva intesa come mezzo per ottenere un benessere fisico, ma anche come una strada per l’inserimento e l’integrazione nella società.

Le attività sportive promosse sono numerose, atletica leggera, sci alpino, bocce, calcio, nuoto, ippoterapia, tennis e tennis in carrozzina, handbike, sci nordico, biathlon, vela, tandem non vedenti, tiro con l’arco, tiro a volo.

L’associazione costituisce un servizio insostituibile di attività motoria e sociale ed un preciso punto di riferimento e di appoggio per le persone disabili e per i loro familiari, oggi infatti lo frequentano regolarmente ben quaranta disabili. L’impegno profuso negli anni ha permesso e permette ancora oggi a tanti disabili di praticare sport a qualsiasi livello, dal semplice corso di avviamento, alle discipline sportive fino a portare atleti alle paralimpiadi.

La realtà camuna è la dimostrazione concreta, che con la perseveranza e la passione si possono ottenere risultati insperati.

CONDIVIDI
Sandra Bassi
Sandra Martina Bassi vive e lavora in Valle Camonica, attualmente vice responsabile d'area per Cassa Padana. Referente territoriale per il Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, opera da anni nel campo del no profit per la valorizzazione del territorio e affiancando le associazioni sportive giovanili del proprio paese. Collabora con la redazione di Popolis dal 2010, in particolare raccontando gli eventi che riguardano la terra di origine.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *