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Ferrara. Parlare di morte a giovani e adulti non è facile, né gradevole. L’ostacolo principale è legato alla frequente impreparazione dell’adulto ad affrontare il dialogo legato ai temi dell’umano morire.

Ferrara Off, l’associazione culturale e di promozione sociale che, dal 2013, gestisce uno spazio teatrale situato sulle Mura della città, affronta l’argomento con un percorso: “Death Education e comprensione alla Vita” fino al 10 maggio, condotto da Maria Angela Gelati e Roberta Pazi.

Sin da piccoli, la morte di un animale domestico o di una persona amata, come il nonno, la nonna, i genitori, un fratello o un amico, difficilmente è ben supportata dal contesto educativo e socioculturale.

Genitori, educatori, si dimostrano fragili e angosciati di fronte al tema della morte e del lutto, e questo genera inadeguatezza. Manchevolezza che i percorsi di Death Education permettono di superare. Solo di recente il tema dell’educazione alla morte, intesa come parte della vita, è stato introdotto nella didattica delle scuole italiane e nei contesti laboratoriali rivolti ad ogni fascia d’età: primo passo per annullare la paura e superare l’incognita e l’incertezza di quanto ne deriva.

Il Laboratorio di Ferrara OFF intende offrire l’opportunità di educare culturalmente alla morte e dunque alla vita. Il percorso educativo, facilitato dalla tanatologa e formatrice Maria Angela Gelati, si svilupperà attraverso azioni e linguaggi pratici sul tema della Death Education, per mettersi in gioco in maniera reale e conoscere il possibile lavoro di trasformazione al quale ciascuno è chiamato.

Maria Angela Gelati è tanatologa e death educator, docente e blogger. È ideatrice e curatrice, con Marco Pipitone, della manifestazione «Il Rumore del Lutto», la prima Rassegna di Cultura in Death Education. Il suo ultimo libro, Mi chiamo Happy, edito da Mursia, sarà presentato a Ferrara Off.