Parma – Angeli tra neve e macerie: i volontari del Soccorso Alpino e Speleologico di tutta Italia sono impegnati senza sosta nelle zone terremotate del Centro Italia. Lavorano in situazioni critiche, ma con impegno, dedizione e grande professionalità.

Tra loro ci sono anche gli uomini della Stazione Monte Orsaro di Parma del Soccorso Alpino dell’Emilia-Romagna, partiti per le Marche e l’Abruzzo subito dopo le copiose nevicate.

Per ascoltare le testimonianze dirette di chi era presente nei primi giorni dell’emergenza, Martedì 7 Febbraio, alle 21.00, il CAI di Parma, in collaborazione con il SAER – Soccorso Alpino dell’Emilia Romagna, organizza presso la propria sede di Viale Piacenza n. 40 un incontro aperto a tutti.

Alla serata partecipano Gabriele Zoni, Capostazione della Monte Orsaro, ed alcuni soccorritori appena rientrati in città; un’occasione per comprendere, senza filtri mediatici, cosa sta accadendo e qual è la situazione della popolazione e del territorio.

I soccorritori hanno operato in diverse zone, portando viveri, medicinali e generi di prima necessità alle case isolate, dovendosi spostare talvolta con sci e pelli di foca, nonostante un elevato pericolo di distacco valanghe. Si sono assicurati del buono stato di salute delle persone raggiunte, trasportando in ospedale chi aveva necessità di cure.
Anche nelle “pause” tra un’operazione e l’altra, gli uomini e le donne del SAER hanno aiutato gli altri corpi di soccorso presenti in zona a rimuovere la spessa coltre di neve dai tetti dei container adibiti ad abitazioni provvisorie.
Sono intervenuti anche nelle operazioni di soccorso all’Hotel Rigopiano, in coordinamento con le stazioni del Soccorso Alpino di molte altre Regioni.

Un lavoro di squadra, un esempio di coraggio, sacrificio e umanità che si sta rivelando fondamentale per il soccorso alle popolazioni del centro Italia, stremate dalla neve e dallo sciame sismico che sembra non avere fine.

L’incontro non vuole assolutamente essere una cerimonia, ma solamente la presa di conoscenza di quanto sta accadendo così vicino a noi e del lavoro che il Soccorso Alpino sta facendo per contribuire a riportare alla normalità, se è ancora possibile, la vita della popolazione coinvolta.