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Sostituisci l’immagine del profilo personale su Facebook o Instagram con quella di un “desaparecido”, e racconta la sua storia: e’ stato questo l’appello di una campagna per ricordare le vittime della dittatura militare e contribuire a una nuova memoria collettiva in Argentina.

L’occasione è stata la Giornata della memoria per la verità e la giustizia che si è celebrata lo scorso 24 marzo, nell’anniversario del golpe che nel 1976 destuì il governo di Isabel Martínez de Peron.

#30MilSomosTodos”, questo il nome della campagna, vuole rendere visibili i volti e le storie delle vittime, arrestate e torturate perché si opponevano al governo militare. Tra il 1976 e il 1983 furono almeno 30 mila i desparecidos, scomparsi in quella che viene ricordata come “guerra sporca”.

“La dittatura non ha scelto le sue vittime a caso. Ha scelto persone impegnate in un progetto popolare – ha sottolineato Patricia Salazar, cantante e attivista -. Funzionari, attivisti, lavoratori, studenti, ciascuno con una storia diversa ma con un obiettivo comune. La storia dei 30 mila scomparsi fa parte della storia del Paese, della storia di tutti. Continuiamo a combattere contro l’impunità e l’oblio”.

L’iniziativa è sostenuta da organismi che promuovono i diritti umani, tra cui Hijos e Madres de Plaza de Mayo, l’associazione di donne che con le loro manifestazioni e testimonianze sulla piazza del palazzo presidenziale fecero conoscere al mondo il dramma dei desaparecidos. Nel 1984 il presidente Ernesto Sabado fece pubblicare un rapporto, “Nunca mas”, con i nomi e le storie delle vittime della repressione.

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