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California, gennaio 2019 – Da nessun’altra parte come in California, la vita e il comportamento degli americani sono stati più condizionati dalla sensazione di essere conquistatori di una nuova terra. L’Ovest. E in questi migliaia e migliaia di chilometri quadrati di luoghi impervi, selvaggi, pericolosi, avere terra, e tanta, significava tutto.

Chi nell’Ottocento partiva dall’est alla conquista dell’ovest, appena poteva comprava terra. Acri e acri di terra.

Così fece anche il colonnello Griffith J. Griffith, un immigrato scozzese che aveva fatto fortuna con l’oro della California e che nel 1882 comprò una serie di terreni nelle vicinanze del fiume Los Angeles. Colline e colline dalle quali, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino all’oceano.

E fu così magnanimo il colonnello che nel 1896 decise di donare terreni e colline alla città di Los Angeles per creare un parco cittadino. Altre donazioni, avvenute negli anni successivi, hanno esteso il parco fino alle dimensioni odierne.

Non soddisfatto, Griffith, alla sua morte, lasciò un fondo per poter completare quei progetti che avrebbero portato al Greek Theatre (aperto nel 1930) e all’Osservatorio Griffith (aperto nel 1935).

Due dei simboli di Los Angeles, visti in decine di film. Tanto per fare solo tre esempi: alcune delle sequenze di A Star is Born sono state girate al Greek Theatre mentre lo stesso parco e il suo osservatorio fanno da scenario a La La Land e ai suoi sogni e se le Bronson Cave nascondono la Bat-caverna di Batmanlungo i suoi sentieri sono state girate le Avventure di Rin Tin Tin

Oggi il Griffith Park con i suoi 17 km² è uno dei parchi urbani più grandi del nord America (Central Park a New York è grande “solo” 3,41 km²), un vero polmone per la città, un punto di incontro per la comunità losangelina che qui percorre, giorno dopo giorno, chilometri di sentieri che salgono e scendono senza sosta in un labirinto senza fine.

Al Griffith Park si va a cavallo, a piedi, in bicicletta. Si gioca a golf, si va allo zoo e a teatro.

L’entrata principale è quella che sale da Vermont Avenue e che, in auto, porta all’Osservatorio, ma partendo da qualche trasversale di Los Felix Boulevard, basta salire la collina per godere della vista su downtown, da una parte, e poco più avanti su Pasadena.

Difficile credere di essere nel cuore di una metropoli tentacolare come Los Angeles.

Non si è mai soli a Griffith Park. E non lo dico solo perché qui vengono a correre tanti divi (ultima segnalazione: Colin Farrel), ma perché quando scende la notte e il parco chiude, dalle case ai suoi piedi si sente l’ululato solitario del coyote che qui vive assieme al procione, alla volpe grigia, all’opossum, alla puzzola, la lince rossa e, nelle zone più remote, al leone di montagna.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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