Se, nel tricolore francese, appare confezionato l’esterno della pubblicazione, l’interno della stessa si sviluppa nell’eloquente articolazione di uno scritto corrispondente alla lingua transalpina del noto vessillo tripartito in questione.

Anche nel titolo, l’autore, Gianluigi Valotti, mette in chiaro la funzionale prospettiva di questa specifica edizione che è l’aggiornata e tradotta formulazione del libro, prima realizzato in italiano nel medesimo significato, che, in questo caso, si presenta, invece, nell’enunciazione francese di “Solferino 1859 – Les blessès francais soignès à Manerbio”.

L’anno ed il luogo, espressi in tale allusiva evocazione, si riconducono allo scenario dell’epopea risorgimentale, nella fattispecie di un evento bellico di particolare rilevanza per le sorti di quella guerra nella quale è stato compiuto un passo in avanti per conseguire l’unità nazionale.

Valorizzare, mediante una monografica ricerca storica, alcuni frammenti di quel passato che riemergono nell’utilità di una conoscenza composita, circa le vicissitudini sottese al presente in una visione recuperata dalla loro incidenza cronologica, vale anche per alcuni incartamenti che, dell’epoca esaminata, ne svelano una certa parte fino a prima incognita, come il manoscritto dove, fra l’altro, sono annotati i militari d’ambo gli schieramenti soccorsi, a margine della battaglia di Solferino, nelle patrie contrade.

Solferino 1859In pratica, la dinamica di questo metodico lavoro documentaristico procede dall’italiano al francese, in una fedele traduzione, espressa anche in un taglio bilingue, dei testi già editati per lo stesso autore dalla “Sardini Editrice”, in un risultato che si dimostra pure arricchito da ulteriori riferimenti, per quella ricerca tematica che è dedicata ai militari francesi feriti e, quindi, presi in carico dall’ospedale di Manerbio, durante quella cruenta battaglia della Seconda Guerra d’Indipendenza, a proposito della quale si esplicano le poco più di cento pagine di questa ulteriore pubblicazione, orientata a sviluppare l’ispirazione di fondo, volta a documentare quel frangente storico su cui riversa una mirata attenzione.

Dal rinvenimento, nell’archivio del collezionista bresciano Pierangelo Zani, del manoscritto, fra l’altro, concernente l’elenco dei combattenti francesi ed austriaci che hanno avuto in sorte di trovarsi ricoverati nell’allora nosocomio manerbiese, a seguito del fatidico scontro armato a Solferino del 24 giugno 1859, Gianluigi Valotti ha provveduto alla trascrizione della medesima documentazione, assicurandone pure la riproduzione a colori degli stessi reperti cartacei dell’epoca, in una chiara risoluzione, riservando a queste fonti dirette, le notizie particolareggiate di un libro che fornisce gli utili ed i funzionali strumenti conoscitivi per una contestualizzazione degli argomenti esaminati, in una loro pratica e condivisa divulgazione.

Il libro, per la cura e la prefazione di Gianni Quaresmini e con la traduzione dei testi in francese di Micol Tagliani, è dedicato all’ospedale Oncologico “Laudato sì” di Rivoltella del Garda, con l’intento di destinare parte dell’incasso alla costruzione di tale struttura, anche per tenere vivo il ricordo di don Pierino Ferrari, in relazione al quale si pone pure la figura di Giambattista Corsini che l’autore menziona fra le prime pagine della pubblicazione, nella contestuale memoria rivoltagli da parte di “Isabella e Giusy”.

Se, come principali protagonisti del volume, stampato a formato quadernone sulla falsariga del precedente tomo di cui ne ricalca la proporzione, sono i combattenti francesi, comandati da Napoleone III a fare la guerra per la causa sabauda, nell’ambito di una bellicosa alleanza, i referenti di quest’opera sono invece coloro i quali della Francia ne rappresentano oggi la madrepatria di quell’esercito agguerrito che, tra le colline moreniche del Garda, aveva sostenuto il peso sanguinoso di un notevole scontro armato, con cui le cobelligeranti forze del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II hanno conseguito la vittoria finale, passando dalla concomitante battaglia di San Martino, conclusasi con esito analogo a quello dell’alleato vicino, insieme coalizzatosi contro il cospicuo contingente austriaco nemico.

Tra le realtà coinvolte, a sensibile sostegno di quest’opera editoriale, pubblicata per la “Collana Nostra Terra” della “Sardini Editrice”, si distinguono il “Consolato Generale di Francia”, l’associazione memorialistica “Le souvenirs francais”, il progetto culturale “Incontri Franco Italiani” e la “Società Solferino e San Martino”. A quest’ultimo ente morale, l’autore dona il documento originale incluso in questa pubblicazione, diffusamente illustrata nel verso visivo dei numerosi manoscritti evidenziati in una esplicita successione, che, in questo esemplare, riguarda la lettera, datata 25 febbraio 1860, di ringraziamento della Commissione degli Spedali Militari di Brescia a Luigi Forneri, nel suo ruolo di essere fra i tanti cittadini che si erano prodigati nel soccorso dei militari feriti, durante il menzionato conflitto, consumatosi nell’esordio dell’estate dell’anno prima.

A questo aggiunto elemento storiografico, integrato nella versione precedente del medesimo libro, è pure correlata la riproduzione anastatica della “pagina del diario di Henry Dunant, pubblicata dal Comitato per il Centenario del Risorgimento nel 1959, nella quale vengono elencati i componenti la commissione amministratrice degli Spedali Militari di Brescia”.

Ad interessante ripartizione, su un fronte ricettivo nell’essere dedicato al servizio verso chi ha bisogno di assistenza, il libro “Solferino 1859 – Les blessès francais soignès à Manerbio” riscontra un alveo di congeniale estrinsecazione, a Brescia, confrontandosi con il luogo di soccorso che, fra le pagine del volume stesso, si dirama in una naturale elezione, trovando ospitalità negli spazi della Residenza Sanitaria Assistita “Casa di Dio”, al civico 9 di via Vittorio Emanuele, presso palazzo Averoldi, dove una sua pubblica presentazione è in calendario alle ore 15e30 di sabato 23 maggio, a poche settimane dalla sua edizione, avvenuta nel 2015, come anno contiguo e susseguente all’uscita in stampa dell’altra pubblicazione.

La presentazione del libro è a cura di Marco Baratto, Delegato Generale per l’Italia “Souvenir Francais”, mentre, nella medesima circostanza culturale, sono attesi gli interventi dell’autore, Gianluigi Valotti, di Luciano Faverzani, presidente del Comitato Bresciano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, di Bruno Borghi, conservatore dei Musei di San Martino e Solferino, dell’editore Davide Sardini e di Giovanni Quaresmini, curatore del volume ed autore della prefazione del volume stesso dall’accurata dimensione editoriale, confezionata nell’estensione costitutiva di una misura importante, alla stesura della quale è pure valsa la collaborazione di Bernardo Falconi, mentre, come riconoscimento istituzionale, l’opera ha suscitato l’attenzione del console francese generale di Milano, Olivier Brochet e di Luigi Mottinelli della Provincia di Brescia, a fronte di un capillare lavoro di immedesimazione storica fra alcune interessanti carte ottocentesche che, durante questa manifestazione, sono in programma di essere condivise anche per il tramite di una lettura di alcuni stralci significativi dei loro testi, da parte di Elisa Pasotti e di Battista Salogni.