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Il nostro Valerio Gardoni, con il suo amato Honey, questa mattina sono stati ospiti della trasmissione Cronache Animali di Rai2. Hanno raccontato le loro avventure fra fiumi e mari. Dall’Oglio all’Ardeche. Passando per la Sardegna.

Sardegna – Blu che diviene più intenso a ponente per poi schiarire sino ad incontrare il cielo della stessa intensità di colore, così l’orizzonte si fa indefinito. Infinito. Ma qui sotto, oltre i balzi di roccia di bianco calcare, diviene azzurra e man mano trasparente come l’acqua di una fonte alpina.IMG_6702

Il mare della Sardegna non delude: è come nelle fotografie della pubblicità dell’ente del turismo. Vorrei salire sino alla cima, al faro di Capo Caccia, ma è zona militare e mi debbo accontentare di rannicchiarmi su uno sperone di roccia a balcone, tra l’intenso profumo del mirto che sembra inebriare anche le allenate narici di Honey, il mio cane.

Oggi le onde hanno respinto il nostro kayak, il maestrale si è riafferrato il mare, i pochi turisti di queste zone non hanno affrontato i 600 scalini che scendono all’imbocco della grotta, grandi onde battono contro l’ingresso e Nettuno ha ripreso possesso delle sue stanze, arredate con ciclopiche stalattiti e concrezioni che si specchiano nei laghetti sotterranei.IMG_6348

Lungo le falesie vertiginose rimbalza l’urlo acuto del falco della regina, raro rapace con la picchiata più veloce del mondo. Ma la regione sarda non è solo mare, non è mai stata probabilmente nemmeno per il popolo autoctono dei nuraghe, per loro quella linea indefinita d’orizzonte era confine, mura liquide di difesa che hanno resistito per secoli. Poi sono arrivati i Fenici, i marinai di Cartagine e gli invadenti romani che hanno lasciato le grandi rovine di Nora.falco

Immenso scoglio strano la Sardegna, la roccia più primitiva d’Italia, basta correre all’interno, nel cuore infuocato dal sole d’estate per capirne l’anima tenace, vulcanica.

Uno sposalizio che non finisce e si alterna tra le bianche falesie di calcare e i contorni scuri dei vulcani appartenuti ad altre ere. Per regalo di nozze altre rocce cariche di metalli e carbone, dove il popolo autoctono moderno del Sulcis si è avvelenato i polmoni nelle viscere di una terra difficile.IMG_6856

Storie di sudore e sangue aggrappati a quel che rimane delle grandi miniere, decadente archeologia industriale che aspetta da mezzo secolo di divenire parco minerario ad uso Disneyland. Una delle poche ancora accessibili la puoi visitare, accompagnati da un figlio di minatore che si è salvato i polmoni lavorando in ufficio, ma se ne vuoi conoscere veramente la storia della gente non devi andare alle miniere, ma al cimitero regno della silicosi…IMG_6765

Lungo le coste i bagnanti si sovrappongono a strati nei soli luoghi di moda, come una torta mille foglie, ripieni di crema “solare”, il resto delle coste rimane selvaggio e primordiale anche a ferragosto, difeso da venti rapaci che arrivano all’improvviso, piegano la rotta dei velisti e aiutano il volo dei pochi grifoni rimasti a spazzare le carogne delle pecore al pascolo.

Ci sono angoli di incredibile stupore, dove accedi se sei un pesce, una murena o se hai un kayak da mare, la minuscola imbarcazione si insinua dove è impossibile, leggera tra acqua e vento. Il mio cane, oramai consumato navigante, sa come comportarsi con il mare liscio o come contrapporre il peso quando si alzano le onde.IMG_2238

All’isola di San Pietro, a sud-ovest, partiti da un’affollata spiaggia ci siamo trovati naufraghi tra falesie nere e rosse, ci siamo infilati in inquietanti grotte scure, tonde, di cui non si vedeva fondo, come cenote sacri del Mexico, ci siamo aggrappati alle rocce per sbarcare ingoiare un pasto veloce, sotto falesie vermiglie di lava che lottano dal tempo del Tetide con le onde che vengono dall’Africa.

Al largo di capo Teulada, sfuggiti ai militari della leva costiera, abbiamo ripiegato veloci inseguiti dall’urlo del maestrale che incalzava la sera. Nelle terse giornate d’Agosto non abbiamo trovato un anima per chiedere: quanto manca al porto? E’ la Sardegna che non ti aspetti, lo stupore incredibile nei giorni dell’esodo.

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