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Sologno di Villa Minozzo, Reggio Emilia. È una grande giornata di festa per tutti Sologno Raglia; grandi e bambini, intere famiglie che ci raggiungeranno domenica 14 ottobre da ogni parte d’Italia.

Il popolo degli amici degli asini si ritroverà anche quest’anno nel ridente paese della val Secchia.Un luogo magico e bellissimo nel cuore dell’ Appennino reggiano. La posizione geografica a ridosso del crinale di spartiacque appenninico colloca Sologno come meta ideale per le escursioni e le visite naturalistico storiche di una vasta area comprendente parte e del parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano e l’area geologica dei Gessi Triassici che si espande nel fondovalle del Secchia e raggiunge la Pietra di Bismantova.

Un paese intero si mobilita e accoglie gli asini, una comunità abbraccia l’animale che da sempre è simbolo di tenacia, forza, intelligenza e dedizione. L’asino oggi animale finalmente riconosciuto per i suoi valori etologici è sempre più un elemento importante nelle comunità che lo incontrano.

L’appuntamento annuale di Sologno è oggi un punto di riferimento in Italia per tutti quelli che vogliono incontrare, conoscere e interagire con questo animale. La manifestazione ha un suo momento di confronto con gli operatori, gli appassionati e con il pubblico che per due giorni ha la possibilità di approfondire tematiche importanti sull’utilizzo dell’animale e discutere di questo grande ritorno nella tradizione culturale Italiana.

L’appuntamento nel paese appenninico segna una tappa fondamentale per il movimento asinaro italiano; a Sologno viene discusso il nuovo modo di intendere il rapporto uomo-asino. Pareri, testimonianze e racconti di chi con l’asino ci vive, con chi insieme all’asino promuove attività e ne ha fatto un lavoro quotidiano.Ma anche per coloro che  semplicemente vogliono abbracciarlo. Sologno Raglia è una festa, un ringraziamento all’asino. Un incontro iniziatico per i bambini che rimarranno certamente folgorati dal fascino bello sincero e silente di questo amico dalle orecchie lunghe.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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