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Cremona. Sono raccolte le peripezie del patrimonio artistico cremonese per sfuggire ai bombardamenti o alla distruzione durante le due guerre del secolo scorso nel volume “Sos arte in guerra” curato da Angela Bellardi e Sonia Tassini, con il sostegno di Cassa Padana. Il volume verrà presentato sabato 27 ottobre alla ore 17 alla sala Puerari del museo civico Ala Ponzone.

Il progetto, che ha richiesto un grande lavoro di ricerca storica, è stato approvato dal Comune di Cremona in Cultura Partecipata e vuole essere l’omaggio della Società al centenario della Prima Guerra Mondiale. Non un racconto di guerre, ma il ricordo di quanto venne fatto durante i due conflitti mondiali per la tutela del patrimonio artistico e culturale cremonese ad ampio raggio.

Visitando, infatti, un museo od un edificio storico non ci si chiede quasi mai dove fosse, durante la guerra, tutto ciò che vediamo, se fosse rimasto lì dove oggi ancora si trova e quindi sia stato per così dire fortunato a sfuggire agli effetti devastanti delle armi e delle bombe, o se invece abbia dovuto patire un difficile esodo e se si in quali condizioni e verso quale meta, incorrendo, in questi avventurosi viaggi, in quali altri pericoli o sfavorevoli congiunture.

Di questa grande e poco conosciuta epopea protagonisti, poi, non sono state solo le opere d’arte, ma anche gli uomini, dai tenaci sovrintendenti e direttori di museo agli umili custodi, dai responsabili diocesani ai singoli parroci, che nel pericoloso contesto bellico hanno istintivamente sentito l’importanza intrinseca di questi “oggetti” che andavano a tutti i costi difesi e salvati dalla brutalità e dalla violenza.

Il triste periodo delle guerre porterà non solo e non tanto alla chiusura al culto di chiese parrocchiali e di molte loro sussidiarie, ma che porrà soprattutto il problema della salvaguardia delle tante opere d’arte in esse conservate che dovevano giocoforza convivere con i diversi usi che i militari facevano di questi luoghi via via trasformati in magazzini, ospedali militari o opifici vari.

Il volume prende spunto da due conferenze organizzate dall’Archivio di Stato Cremona, nella primavera del 2015 ed inserite tra le manifestazioni cittadine legate al centenario della Prima Guerra Mondiale, ma che di questo importante avvenimento storico gli autori hanno voluto sondare un aspetto insolito e, almeno per Cremona, ancora quasi completamente inedito. Un esempio è la vicenda, non a molti nota, della “fuga” lungo il Po da Venezia sino a Cremona compiuta nel 1917 dalla grande pala dell’Assunta di Tiziano.

Si è così potuto raccontare sia per analogia, sia per differenza di quanto successe a Cremona tra il 1917 ed il 1947, gli estremi cronologici delle “peripezie” di una parte importante del patrimonio artistico cremonese.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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