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Francia, 2022. Alla presidenza c’è un esponente del partito dei Fratelli mussulmani. Un nuovo ordine sociale prevede la poligamia e le donne vengono incentivate in vari modi a restare a casa a occuparsi di mariti e figli in omaggio a una religione – l’islam – che ha trionfato sull’Illuminismo.

I docenti universitari possono insegnare solo se si convertono all’Islam.

La spesa sociale viene dimezzata perché è la famiglia a farne le veci.

SottomissioneUscito in Francia il giorno stesso della strage di Charlie Hebodo (il 7 gennaio) e in Italia il 15 gennaio (per Bompiani) Sottomissione di Michel Houellebecq è un libro da leggere.

E’ un romanzo, non un saggio. Anarchico e, detto in modo convenzionale, un po’ destrorso.

Un esercizio di stile e di fiction politica. Ma che racconta anche l’ignavia di noi occidentali. Dei professori universitari in particolare.

E’ la storia di un “uomo qualunque”, docente universitario, molto solo, che con le donne ha solo rapporti di sesso. Un uomo triste e senza desideri, né cattolico né del tutto ateo, un po’ di sinistra e molto snob.

Un uomo che pagina dopo pagina scivola verso la conversione all’Islam. Ammaliato dalle sirene economiche e professionali. E magari anche di sesso (la poligamia possibile).

Quella di Francois è la parabola di un uomo opportunista in un mondo sempre più maschile. Perché è vero, come qualcuno ha scritto: sono le donne (le prime a essere sottomesse) le grandi assenti di questo libro.  Qualcuna appare, ma sembra già velata. Semplicemente Houellebecq non le vede.

In una recente intervista, Houellebec decreta la fine dell’Illuminismo e il grande ritorno della religione, all’islam, ma non solo. E descrive una società francese ed europea stanca, affaticata dalla perdita di valori tradizionali.

Una società nichilista. Pronta, per mancanza di lucidità e visione, a scendere a compromessi pericolosi.
Pronta a consegnarsi alla sottomissione per sopravvivere. Per quel poco che le resta.

Houellebecq è il ritrattista terribile di un basso Impero. Il suo racconto è profondamente filosofico perché al tempo stesso è assolutamente credibile. Così credibile da far paura. Quanto lo sono stati  1984 di Orwell e Fahrenheit 451 di Bradbury .

E’ stato scritto e detto che la storia raccontata da Houellebecq, sia una storia “improbabile”.

Cioè: è improbabile che un partito islamico moderato vinca le elezioni in Francia. Ma la letteratura non ama raccontare mondi probabili; predilige gli incubi e le illusioni che tessono la storia del mondo.

Sottomissione racconta senza enfasi e con tono quasi banale l’Europa del nostro tempo. Il nostro Occidente.

Ai suoi critici Houellebecq risponde con questo brano di Sottomissione:

“Le Monde, come tutti i giornali di centrosinistra aveva regolarmente denunciato le Cassandre che prevedevano una guerra civile tra gli immigrati musulmani e le popolazioni autoctone dell’Europa occidentale.

Come mi aveva spiegato un collega che insegnava letteratura greca, quell’impiego del mito di Cassandra era alquanto curioso.

Nella mitologia greca Cassandra si presenta inizialmente come una ragazza bellissima simile a un’Afrodite d’oro, scrive Omero. Innamoratosi di lei, Apollo le accorda il dono della profezia in cambio dei loro futuri trastulli. Cassandra accetta il dono ma si nega al dio, il quale, furioso, le sputa in bocca, e questo le impedirà per sempre di farsi capire e di essere creduta da chicchessia.

Così Cassandra predice il rapimento di Elena poi lo scoppio della guerra di Troia, e avverte i suoi compatrioti troiani del sotterfugio (il famoso cavallo di Troia). Finisce assassinata da Clitemnestra non senza aver previsto il suo assassinio, così come quello di Agamennone, che aveva rifiutato di crederle.

Insomma Cassandra incarnava l’esempio delle profezie pessimiste costantemente realizzate, e sembrava chiaro che i giornalisti di centrosinistra non facevano che replicare l’accecamento dei troiani.

Accecamento che non aveva niente di inedito: lo si sarebbe potuto ritrovare, identico, tra gli intellettuali degli anni trenta, unanimamente persuasi che Hitler sarebbe addivenuto a miti consigli.”

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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