Brescia. La galleria d’arte moderna e contemporanea AB/arTe ospita sabato 21 novembre alle ore 18 alla presentazione del libro di poesie di Maria Rosa Bertellini “Spiragli di luce”. Docente di scuola media e preside, la poetessa bresciana, presenta al pubblico la nuova raccolta di poesie. Si confronta con i lettori, con accordi di rara bellezza come per uno spartito che definisce canoni di stili letterari distribuiti in una raccolta d’impianto filologico nel rapporto fra testo e tradizione, fra oggettività condivise e libertà del verseggiare. Scrive nella presentazione Andrea Barretta che introdurrà l’incontro di sabato, incontro che sarà allietato dalla voce di Sergio Isonni per la lettura di alcune pagine della raccolta di poesie.Copertina_Bertellini

La poetessa, Maria Rosa Bertellini, è nata a Brescia dove vive e risiede, si è laureata nel 1965 in lingue e letterature straniere all’Università  Bocconi di Milano. Ha collaborato con giornali, riviste e con l’Associazione culturale F.A.B.E.R. Con il marito Oreste Alabiso ha allestito mostre storiche. Il suo profilo è inserito nel 3° volume della letteratura it. “Secondo Novecento”, ed. Guido Miano, Milano 2004. Suoi racconti e liriche sono inseriti in antologie e riviste. 

Scrive Andrea Barretta: poesie che hanno sogni non ancora risolti ma senza attese malinconiche di dimensioni diverse rispetto a paesaggi armoniosamente poetici assimilati a capacità pragmatiche nel comprendere la vita. C’è la forza delle emozioni nella misura di parole che creano parvenze cristallizzate in reminiscenze, e l’ardente inclinazione a rendere la verità: tenace confessione del bisogno di un equilibrio diverso ma efficace, quasi rispondendo a una sorta di burrascosa energia nel trasferire la pronuncia poetica in un campo letterario di quartine.

Non possiamo non intravedere criteri che arrivano soprattutto dagli studi universitari di Bertellini, determinati dalla laurea in lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano conseguita nel 1965, e dagli anni come docente di lettere.

Continua Barretta, un modello di linguistica diacronica che mira all’identità umanistica in una dimensione fonetica o lessicale calata nella situazione critica che, ad esempio, contrapponeva Pasolini a Saba, e che ancora oggi non è del tutto esplicata finché la poesia, come nella conclusione di Garcia Lorca, non sarà conscia di non cercare seguaci ma amanti, perché ogni poesia è inesplicabile, affermava Borges, e “nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere”.

E’ in queste prime letture intrise di appunti che propongono l’idea poetica, scopriamo il mondo bertelliniano nello scorgere genuini ambienti dove le parole si distendono nella libertà di scansioni date non soltanto dagli accenti, dalla rima o dal numero di sillabe, ma dall’avanzare della musicalità che ne caratterizza i versi.

La serata finirà con un aperitivo e una copia del libro in omaggio ai partecipanti.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.