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Confesso: lascio Alonissos a malincuore. Soprattutto perché non ho potuto vederla almeno un po’.

Sono 35 miglia quelle che ci separano a Skiros, verso sud est. Ciò significa che con la Zara, vento permettendo e facendo una media di 5 miglia all’ora, ci metteremo 7/8 ore per arrivare.

Siamo quasi al centro dell’Egeo. In uno dei corridoi del Meltemi. Ma siamo a giugno e il vento greco che viene da nord soffia ancora con clemenza toccando al massimo i 25 nodi.

Skyros

Skiros, l’antica Anemoisa, isola del vento, ha un patrimonio naturale forse unico fra le varie isole delle Sporadi.

La parte meridionale dell’isola e la maggior parte degli isolotti satelliti, così come la vetta più alta (quasi 800 metro sul livello del mare) la Kochylas sono importanti zone di protezione speciale per gli uccelli e fanno parte della rete NATURA 2000 di siti protetti dall’Europa.

Se guardate in alto vedrete uccelli, in basso soprattutto capre. Sono loro a far da padrone del paesaggio: scorrazzano per tutta l’isola, sui campi e…non solo.

Capre a Skyros

Nelle falesie che dal Kochylas si gettano nell’Egeo e negli isolotti disabitati vicini, ci sono i nidi del Falco di Eleonora, un uccello migratore gravemente minacciato. La Grecia ospita il 85% della popolazione mondiale della specie ed è considerato come il paese più importante per la sua conservazione e la sopravvivenza.

E Skyros ospita la più grande colonia di tutto il mondo, con più oltre mille coppie. I falchi arrivano a Skyros a fine aprile dopo un lungo viaggio iniziato nell’Africa orientale, in particolare Madagascar e in altre isole dell’Oceano Indiano. Qui ritornato verso la fine di ottobre.

Da aprile a fine luglio si vedono facilmente i falchi che volano sopra il Kochylas. Dopo luglio, i falchi fanno le uova nei nido costruiti sulle rocce scoscese e sulle scogliere e nutrono i loro piccoli con i piccoli uccelli migratori che catturano nell’isola.

E’ sempre nell’area meridionale di Skyros che vive un piccolo pony. Una razza autoctona di cavalli (Equus Cabalus skyriano), unico nel mondo di oggi, considerato a rischio di estinzione e oggi protetto dall’Unione europea.

cavalli Skyros

Questi piccoli cavalli, neppure 1 metro e dieci centimetri al garrese, hanno un ruolo importante nel patrimonio rurale dell’isola. In passato venivano utilizzati per l’agricoltura, oggi pascolano sui monti e alcune associazioni si occupano di loro.

L’isola non sarà forse bella come Patmos o Santorini, ma custodisce il proprio essere con amore e lo offre a chi la visita con grande generosità.

Basta passeggiare nel piccolo porto di Linaria, l’unico dove arriva il traghetto che ogni giorno collega Skyros all’Eubea, per capire quanto la comunità sia rimasta integra. Nessuna fenice del turismo è riuscita a conquistarla e cambiarla.

skyros

Questo nonostante a nord, un aeroporto la colleghi quotidianamente ad Atene a prezzi più che fantastici: 20/30 euro a prezzo fisso!

A Linaria c’è un piccolo Marina statale con dieci posti barca. Per ora il migliore incrociato in Grecia: attenzione, affabilità, servizi, qualità e perfino uno scaffale di buoni libri per il book crossing dei naviganti (c’erano anche alcuni titoli in italiano).

Il mare che circonda l’isola è turchese intenso. E pieno di vita. Skyros è famosa per le sue aragoste. Un tempo, mi ha raccontato un vecchio pescatore, qui se ne pescavano a 200 metri di profondità così grandi da toccare gli 8/9 chili. Dicono che a rendere le acque dell’isola così prolifiche di aragoste sia una sorgente sotterranea di Uranio.

Thariotis

Una visita la merita la città vecchia, verso nord, che si arrampica su di una rupe a strapiombo sul mare. E una sosta per un lungo respiro la baia di Atsitsa, luogo di grande energia che per tutta l’estate ospita corsi e maestri di yoga di tutto il mondo. Se arrivate a Linaria, prendetevi un motorino (18 euro al giorno) oppure una piccola auto (38 al giorno). Per come fare chiedete a George o Aris in Marina che vi aiuteranno.

Immancabile l’aperitivo serale al Kavos Bar, poco sopra il porto. Non solo per la magnifica vista della baia, ma anche per il benvenuto che dà ogni sera al traghetto che verso le 8 arriva dall’Eubea: bastoncini illuminati e colonna sonora di Così parlò Zaratustra di Strauss.

Cena dall’amico Thariotis nella sua taverba Aigaio di Linaria, proprio di fronte alla banchina.

Fatelo parlare Thariotis. Chiedetegli dei miti che abitano questo luogo, del monastero di San Giorgio che sovrasta la città vecchia, della festa di San Mamas quando, a settembre, per tre giorni si mangia un risotto cucinato in riva.

Ma soprattutto non perdetevi il suo Moussaka e l’insalata fredda di melanzane che fa la sua mamma.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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