Tempo di lettura: 3 minuti

Giugno 2015 – Notte con sventolata e pioggia forte. Vento da nord bello fresco che annuncia una mattinata fresca e piacevole.

Prua verso Skopelos. Prima tappa sulla costa ovest, nella baia di Panormos, ampia e ben protetta.

E’ la Baia di Pan, il dio mezzo uomo e mezzo capro, il dio delle selve e dei pascoli, il dio che qui veniva adorato in una muschiosa grotta-santuario.

Parte da questo luogo la leggenda del Capitano Andrina, una donna pirata che cercò di conquistare l’isola.

In questa baia Andrina sbarcò i suoi uomini, qui  nascose la nave aspettando il loro ritorno vittorioso. Ma nessuno tornò. Lei capì, si buttò in mare e si lasciò inghiottire dagli abissi. Per non essere a sua volta catturata.

Non c’è nessuno. Attorno a noi solo spiagge e macchia mediterranea. Restiamo all’ancora a girare quanto e come vuole il vento. Da lontano giunge l’eco di una musica che già parla d’Oriente.

Verso Skopelos

La notte passerà con qualche goccia di pioggia ma il tempo è ancora abbastanza clemente per permetterci di raggiungere il porto di Skopelos, sulla costa est.

E’ una chiesa bianchissima, come quelle delle Cicladi, che ci accoglie dall’alto di una rupe che sovrasta il porto e guarda il mare, come un faro, sferzato da 25 nodi di vento da nord.

Skopelos

Il paese è piccolo e grazioso.  E ciò che colpisce subito è la quantità di campanili che sbucano fra i tetti. Sull’isola le chiese sono trecento e più e solo in paese se ne contano 125. Alcune saranno grandi si e no 10 metri quadri.

La fitta vegetazione che circonda il paese è fatta in gran parte di alberi di mandorle e di prugne che dicono siano una delle specialità di quest’isola. In effetti…

Zara (la prima a destra) è ormeggiata in porto assieme a poche altre. Inglesi, francesi, americani. Nessun italiano.

Non si paga neppure un euro per questo ormeggio. In Croazia, per Zara che è lunga 9 metri, ti avrebbero chiesto almeno 30 euro. Peccato che la Grecia non trovi qualche risorsa dai suoi turisti nautuci.

Quanto davvero sia protetto il porto di Skopelos lo scopriremo durante la notte. Da mezzanotte e per tutto il giorno dopo il meltemi soffierà senza tregua e alzerà il mare. Gli spruzzi delle onde che si infrangono di là della banchina di protezione arriveranno fino in barca.

Skopelos

In cielo le nuvole corrono e sono nerissime. Ma non cadrà neppure una goccia. Il vento non permette quiete. E il mare è in burrasca. Neppure gli aliscafi, che la collegano a Salonicco e a Volos, riusciranno a raggiungere il porto per un’intera giornata.

Mi rifugio nel bar sotto il grande platano a leggere un po’. Poi passeggio (anche qui a Skopelos bellissime ceramiche) e ci fermiamo a cena da Zoupa, trattoria greca in versione moderna.

Da frequentare. E da assaggiare è l’hummus di fave di Santorini guarnite con capperi e cipolle di Tropea caramellate con zucchero e aceto balsamico.

Per le spese, consiglio due posticini nella via princpale: il panettiere che ha ottimi biscotti e il macellaio che vende un formaggio di capra fatto dai suoi genitori (non è in esposizione: bisogna chiederglielo. A me l’aveva consigliato una ragazza che vendeva frutta poco più in là).

E’ doveroso qui assaggiare la particolare “tiropita di Skopelos”, un’impegnativa spirale di pasta fillo ripiena di formaggio di capra. Personalmente non l’ho amata molto. Nota bene: una in due è sufficiente.

tiropita_skopelos

Lo shopping nella città vecchia può essere gratificante e devo dire che mi sono davvero tenuta.

Fate un salto da “Peparithos”, il  negozio della famiglia Hatzigiannis con paralumi, argenti, specchi e vetrerie, maschere e sete ricamate. E anche a “Ploumisti” che occupa una bella casa di pietra dei primi del ‘900 e vende meravigliosi oggetti, gioielli, icone, tappeti e abiti tradizionali, tutti artigianali e prodotti sull’isola.

Fantastiche le ceramiche “marine” di “Armolì”, un laboratorio che produce in proprio dal 1979.

CONDIVIDI
Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *