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SPIRAGLI(o)

“Apertura stretta che lasci passare l’aria o la luce dall’esterno: lo spiraglio della porta, della finestra; per estensione, il soffio d’aria e, più spesso, la sottile striscia di luce che vi passa.
In senso figurato, possibilità, sia pure limitata o lontana, di un esito o di una riuscita conforme ai desideri.”

Questa è la definizione della parola “SPIRAGLIO” data dal Devoto-Oli.

Bagnolo Mella (Brescia) – Lo “Spiraglio” è il tema portante della mostra collettiva, proposta da Gabm – Gruppo Artisti Bagnolo Mella ad artisti diversi per formazione, caratteristiche stilistiche ed espressive, divenuta ormai una prassi sempre più frequente nel mondo delle realtà espositive e di promozione culturale.

Cinquantaquattro artisti con la loro opera visiva – dipinto, scultura, installazione, fotografia – compongono Spiragli ne interpretano aspetti assai diversi: dai tagli di luce mai occasionali, simbolica presenza capace di sconfiggere la tenebra, il buio, non solo dei luoghi, ma più ampiamente dell’esistenza, fino alla sete di speranza affidata a un segno, una fessura, una possibilità di riscatto.

Spiraglio
In quante situazioni e momenti di vita di ogni essere umano questa parola è pensata, pronunciata, invocata.

Basta pensare ad un padre che riesce a mantenere appena la propria famiglia col suo stipendio, e che per mancanza di lavoro o per una diminuzione del personale da parte dell’azienda, viene licenziato e non riesce a trovare un altro impiego.
A un bambino malato di tumore, alla sua famiglia impotente di fronte alla malattia.
A un soldato che è fatto prigioniero.
A un drogato e ai suoi genitori.
A chi soffre di depressione.
A un popolo perseguitato.
Al migrante che rischia la vita per un futuro migliore.
A coloro che sono rimasti prigionieri nell’hotel Rigopiano, o intrappolati in qualche miniera.
A quelli rimasti sotto le macerie di un terremoto.
A tutte le situazioni gravi che sembrano o sono irrisolvibili.
Perfino agli animali abbandonati si può leggere negli occhi la ricerca di uno spiraglio, un varco, un pertugio, che li aiuti ad uscire da quella condizione.
E quando questo spiraglio per fortuna, determinazione o miracolo si apre ecco che arriva la luce, la gioia, il risollevamento delle sorti tanto atteso e sospirato, e la vita che aveva messo a dura prova queste persone ora gli sorride, le accoglie e finalmente l’incubo finisce!
di Giuliano Lorandi, 2018

La mostra Spiragli è un’operazione resa possibile dall’estrema varietà e duttilità dell’esperienza visiva contemporanea, occasione per rendere all’occhio del visitatore un imprevedibile, multicolore mosaico di suggestioni, di sperimentazioni tecniche, di fantasiosa vivacità intellettuale e creativa estremamente appagante.

Quanto più il tema proposto è minimale, tanto più accattivante si rivela la risposta degli artisti chiamati a interpretarlo in piena libertà, come occasione di riflessione personale ma anche di messaggio offerto.

Ecco allora il ruolo non secondario affidato al commento autografo scritto a corredo di ogni opera, momento del disvelamento, di… spiraglio per la completa fruizione dell’immagine proposta. Quanto più il nesso tra le singole opere e il relativo commento si integra, tanto più forte e suggestiva è la comunicazione che ne deriva.

A fronte dell’enigma che oggi pervade sempre più il vivere collettivo, Spiragli offre pertanto un possibile pertugio di conoscenza, di comprensione, di speranza.

Spiragli, fessure in grado di farsi attraversare dall’aria, soffio impalpabile di vita in tutta la sua complessità, si rivela un soggetto particolarmente congeniale alle modalità dell’espressione artistica odierna, liberata da vincoli stilistici e figurativi del passato, ma in perenne ricerca di senso, di mezzi in grado di parlare il linguaggio del nostro tempo.

Altrove, lo spiraglio diviene varco, protezione dalle insidie come tenero riparo, oppure si trasfigura in Luce capace di dare senso all’esistenza, di rispondere in modo metafisico, anche con significative aperture alla trascendenza, alla percezione del divino in risposta alle grandi domande dell’uomo, ma anche tensione alla fratellanza, a recuperare la capacità di aprirsi all’altro, di farsi prossimo in un mondo di solitudine e indifferenza.

In una prospettiva calata nella contemporaneità, scorci di città, luoghi del vivere umano, convivono con l’incomunicabilità, la difficoltà delle relazioni, la solitudine, l’abbandono declinati in composizioni di immediato impatto, mentre non mancano liriche aperture all’immutabile presenza silenziosa e discreta della natura, “spiragli” di vita, di vera luce.

Emerge il desiderio di “vedere” una realtà non omologata, di proporre aspetti, situazioni di vita forse nascoste ma non per questo meno importanti: una ricerca che dà valore, nella prospettiva di “spiragli” spesso fascinosi e suggestivi, al ruolo stesso dell’espressione visiva, ne giustifica il senso, come spunto di riflessione e comunicazione di bellezza.

Ma Spiragli è molto più che una semplice mostra d’arte, così come GABM è molto più che un semplice gruppo di curatori e di artisti. Ogni volta che i Propositori dell’idea dell’anno, in nome degli artisti di GABM si trovano per “cavare” il tema che ispiri, affascini, coinvolga per una nuova avventura delle varie loro arti… ebbene costoro fan finta di nulla. Ragionano, giocano, lanciano idee, poi improvvisamente scocca la scintilla. Non la studiano secondo la cultura a lungo acquisita dall’esperienza del gruppo. Gli viene naturale, salvo, subito dopo approfondire i connotati del concetto che possa essere gradito ai soci che attendono l’idea.

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