Siamo in un’epoca in cui i nostri ragazzi non sono più abituati a correre, a sudare perché con l’avvento dell’era informatica gran parte delle abitudini sono cambiate. E’ necessario far recuperare la pratica sportiva ai ragazzi in quanto oltre a costituire una valvola di sfogo, lo sport costituisce un metodo educativo di prevenzione del disagio e di conoscenza delle proprie capacità.

I ragazzi con DSA spesso incontrano difficoltà nella socializzazione all’interno di un gruppo di pari così come nella coordinazione motoria: è quindi molto importante creare delle condizioni perché essi possano sperimentare esperienze positive e socializzanti in contesti che siano extrascolastici e che siano di gruppo.
Un altro problema che gioca a svantaggio dei ragazzi con DSA è il fatto che per la pratica sportiva si richiede l’intervento diretto del sistema attentivo.

Gli sport istituzionali (tennis, arti marziali, scherma) e quelli individuali (equitazione, atletica, danza, nuoto) meglio si addicono al recupero. In questi sport il rapporto individuale tra allievo e allenatore consente che l’allenamento sia strutturato in modo di stimolare il ragazzo raggiungere il livello massimo di attenzione e a mantenerlo. Questo è molto più difficile da realizzare negli sport di squadra dove l’allenamento deve essere studiato per l’intero gruppo e non per il singolo.

E’ bene ricordare che negli sport di squadra un bambino che ha un sistema attentivo debole (e quindi facilmente distraibile e pertanto anche emotivamente più fragile) corre il rischio di essere escluso dal gioco o anche emarginato negli spogliatoi, con inevitabili ricadute sull’autostima e sul suo senso di autoefficacia.

Nella scelta dell’attività sportiva più idonea per il ragazzo occorre tenere in considerazione due criteri importanti:

  1. la scelta dell’istruttore è fondamentale: la sua competenza e preparazione, così come il suo carisma potranno sorpassare i limiti di ogni sport:
  2. la considerazione delle passioni e delle preferenze dei ragazzi che si avvicinano ad una disciplina sportiva:la spinta della motivazioni li porta ad essere protagonisti inconsapevoli del loro recupero.

Per i ragazzi con DSA affermarsi in una disciplina sportiva è un successo: sono ragazzi questi abituati a leggere negli occhi dei loro insegnanti la sfiducia nei confronti delle loro capacità e riuscire a “fare bene” qualcosa è una rivincita il cui valore non si può quantificare.

C’è un ragazzo nell’associazione Assolo che lavora con convinzione nel gruppo, ha una grande volontà nell’aiutare ragazzi che come lui devono ogni giorno fare i conti con la scuola, o meglio, già con l’edificio scolastico perché solo la visione delle mura della scuola gli mette una tristezza che tornerebbe a casa ogni mattina. Ma la sua personalità e le sue abilità esplodono quando si trova sopra i suoi sci perché in quel momento è veramente bravo!!!!