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Bologna – Quattro italiani su 10 dichiarano di aver ridotto gli sprechi nell’ultimo anno, il 91% si rammarica per avere gettato cibo e 4 su 5 giudicano irresponsabile buttare quello ancora commestibile. Sono alcuni dati del Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg da cui emerge il ritratto di un’Italia che si ravvede negli sprechi.

Ma cosa bisogna fare in concreto per evitare lo spreco alimentare? Controllando cosa serve davvero prima di fare la spesa (96%) e congelando il cibo cucinato in eccesso (92%). Altro dato è quello che riguarda l’Emilia-Romagna dove aumenta la percezione dello spreco forse perché, ha detto Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, “qui abbiamo iniziato prima a sensibilizzare sul tema e l’attenzione al fenomeno è più alta”.

I cibi che vengono buttati maggiormente sono la frutta e la verdura fresca e il pane,dobbiamo imparare a usare meglio frutta e verdura, acquistarla con maggiore consapevolezza e conservarla meglio” – ha aggiunto Segrè – “Dovremmo tornare a fare piccoli corsi di economia domestica per imparare a fare la spesa, a cucinare il cibo, a conservarlo e a non buttarlo”.

Grazie ai progetti di Last Minute Market in Emilia Romagna, dal 2007 al 2016, sono stati recuperati alimenti per un valore complessivo di circa 22 milioni di euro con 132 enti beneficiari diretti, 113 donatori, 52 comuni coinvolti. Oltre 5,5 mila tonnellate di cibo, più di 300 mila pasti, 851 mila farmaci e più di 13 mila libri sono stati così salvati dalla spazzatura. A breve prenderanno il via le iniziative per i 20 anni di Last Minute Market, progetto che sarà celebrato con molte iniziative fino al 5 febbraio 2019, sesta Giornata nazionale di prevenzione dello spreco.

Il Rapporto di Waste Watcher è stato condotto su un campione rappresentativo della popolazione e fotografa, su scala nazionale e regionale, la situazione, i comportamenti da attuare e la percezione dello spreco alimentare. Lo spreco domestico rappresenta un danno economico per 9 italiani su 10, di forte impatto diseducativo sui giovani per il 91%. Nella pratica quotidiana il 63% degli intervistati dichiara di gettare il cibo una volta al mese (17%) o anche meno frequentemente (46%). il 15% butta cibo una volta ogni 2 settimane, il 15% una volta alla settimana e solo l’1% della popolazione afferma di gettarlo quotidianamente o quasi. Le ragioni sono intuibili: il cibo è scaduto (44%), ammuffito (41%), non ha un buon odore o sapore (39%) o è stato acquistato in quantità eccessiva (36%).

Questi dati mettono in luce che abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere il nostro obiettivo che è quello di ridurre a zero lo spreco, tuttavia gli italiani si stanno rendendo conto che sprecare è un danno per la salute, per l’economia e anche per l’ambiente” – ha precisato Segrè – “Nove italiani su 10 sono ben consapevoli di quello che sta succedendo in particolare nelle nostre case perché lo spreco domestico è quello che incide di più e che, peraltro, non si può recuperare“.

In Emilia-Romagna, regione pilota rispetto ai recuperi Last Minute Market e motore della campagna Spreco Zero nata presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, il 92% degli intervistati considera irresponsabile gettare il cibo scaduto. In base ai dati del Rapporto, la presenza di cibo scaduto nelle dispense o in frigorifero è in testa alle ragioni dello spreco in regione (43%): indice di prodotti aquistati in eccesso (40%) o ammuffiti (43%). L’87% dei cittadini emiliano-romagnoli getta il cibo 2 volte alla settimana o più raramente, il 15% una volta alla settimana e l’8% più volte nel corso di una settimana. Il 56% dei cittadini dichiara di conservare il cibo avanzato oppure di consumare quello appena scaduto se ancora buono (46%) o controlla la scadenza per mangiarlo prima (41%). Tra le strategie per la prevenzione dello spreco ci sono la pianificazione della spesa (85%), i packaging intelligenti (84%) e il controllo delle temperature del frigo (84%). “I dati ci dicono che stiamo andando verso la riduzione dello spreco – ha concluso Segrè – ma la strada da fare è ancora lunga”.

Informazione e sensibilizzazione hanno contribuito a ridurre gli sprechi: è così per 4 italiani su 10 che hanno dichiarato di averli ridotti nell’ultimo anno. Tra le campagne presentate in occasione della diffusione del Rapporto: il Premio Vivere a spreco zero di cui è testimonial Giobbe Covatta.

Un riconoscimento all’italia sostenibile che valorizza le buone pratiche e le iniziative virtuose adottate sul territorio, premiando le esperienze più innovative per favorirne la replica sul territorio” – ha detto Luca Falasconi, curatore del progetto 60 Sei Zero promosso dall’Università di Bologna con il ministero dell’Ambiente – “La sensibilizzazione sui temi dello spreco di cibo e dell’educazione alimentare passa anche e soprattutto attraverso gli esempi concreti“. Inoltre, è partita “Piatto pulito, buon appetito”, la campagna radiofonica che andrà in onda ogni martedì alle 19.20 su Caterpillar, la trasmissione di Radio2, su iniziativa di Last Minute Market/Spreco Zero.

Chi 20 anni fa parlava di lotta allo spreco veniva guardato con stranezza perché il tema non scaldava gli animi, grazie ad Andrea Segrè e ai suoi collaboratori sono stati fatti enormi passi avanti e i dati sono confortanti” – ha detto Andrea Corsini, assessore regionale a Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna – “Il lavoro fatto è importante, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo. La Regione sta lavorando in questa direzione, ad esempio con le leggi sull’economia solidale e sull’economia circolare, e speriamo che il governo confermi le risorse per poter continuare a sviluppare il lavoro su un tema che ci riguarda tutti in quanto consumatori“.

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