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Saint Paul de Vence (Francia) – Tutto d’un tratto mi sembra di essere in Toscana, in uno di quei paeselli medioevali abbarbicati in collina. E invece mi trovo a Saint Paul de Vence, meraviglioso borghetto incollato ai piedi delle Alpi Marittime.

Ci arriviamo seguendo la via dei profumi, come mi piace chiamarla. Una serie di paesini dove è nata la profumeria francese, arte che ha saputo estrarre le inebrainti essenze dei pittoreschi campi di lavanda, dai gelsomini e dai boccioli di vario genere che coprono queste terre e che, in una stagione più mite, colorano di sfumature pastellate i campi e le colline della zona.

Noi ci giungiamo in pieno inverno, dopo un’abbondante nevicata. Così tutte le gradazioni tipiche della bella stagione sono fresche di bianco. Una lieve salita e ci troviamo sull’unica via ciottolata che percorre l’intero borgo. Vicoli percorsi negli anni artisti del calibro di Picasso, Chagall, Bonnard e Modigliani, ma anche star del cinema come Catherine Deneuve, Sophia Loren e Greta Garbo….

Qui tutto sà di arte. Ogni vetrina espone opere d’arte moderna, sculture, quadri, oggetti d’artigianato. Sembra di stare nel paese delle creazioni d’avanguardia. In un angolo di un piccolo portico dei grossi pellicani in ferro battuto rosa confermano l’atmosfera quasi surreale del luogo.

E’ ancora piuttosto presto, così tutti i negozi che popolano la bella via sono ancora chiusi. Domina un allegro silenzio, quello che precede lo schiudersi di una ricca giornata di lavoro e di turismo. Arriviamo nella piazzetta principale dove patroneggia una bella fontana barocca e costeggiamo la piccola salita che ci accompagna sino all’ingresso di una caratteristica osteria: dentro scorgo un vivace camino scoppiettante e penso che se fosse ora di pranzo ci fermeremmo di certo qui per un buon pasto caldo.

Proseguendo per la salita arriviamo alla piazza dove sorge la Chiesa gotica del XII secolo e che conserva un dipinto di “Caterina d’Alessandria” attribuito al Tintoretto. Quindi ci avviamo verso la discesa sino alla Porta sud del borgo oltre la quale si trova il cimitero più poetico che io abbia mai visto in vita mia.

Forse è anche la neve che me lo rende un posto quasi fiabesco: un ulivo fa da guardiano al bel giardino e scopriamo che proprio qui riposa Marc Chagall. La vista è veramente spettacolare e si apre su tutta la vallata circorstante. Mi invade una pace immensa e realizzo che tra queste Alpi è incastonato un meraviglioso gioiello d’arte e di storia.

Prossima tappa: Grasse

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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