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Il 12 agosto del 1944, nel borgo di Sant’Anna di Stazzema sul crinale della Lunigiana, si consumava la carneficina di 560 civili, in gran parte donne, vecchi e bambini, ad opera della 16° Divisione Volontari della Waffen SS di fanteria meccanizzata.

Fu un atto di pianificato terrorismo verso la popolazione e il territorio, non un atto di guerra o di rappresaglia.

Nella incontrsannastazzemaovertibile ricostruzione della Procura Militare di La Spezia, al processo celebrato solo nel 2004, si legge tutta la matrice di un crimine abominevole, come quello dalla strage di Marzabotto – Monte Sole, e simile a quella di tantissimi altri eccidi che il fronte nazifascista ha disseminato lungo la penisola in quei mesi.

Un atto premeditato, appunto, perpetrato da volontari di un corpo scelto e fortemente ideologizzato. Non un incidente della “guerra totale”.

“La ferocia, che oggi pare insensata, è sempre figlia di una decisione politica e di una ideologia come quella nazista, che si è posta al di là dei valori fondamentali dell’umanità. Come altre stragi, e altri atti criminali, era il punto di arrivo di una catena di comando, di scelte morali, di una precisa educazione concepita per dare quei frutti terribili, e non altri”.

Gli storici dell’ Istituto Cervi di Gattatico, nel reggiano, intervengono su Stazzema.

“La difesa, e l’autodifesa d’ufficio di quei carnefici è sempre stata quella degli ordini da eseguire, nella catena degli ordini e dei doveri” aggiungono al Cervi, “ma è sempre nella scelta e nella coscienza individuale che si misura la responsabilità definitiva delle persone, il primo dovere verso l’umanità.

Disubbidire agli ordini ingiusti è l’imperativo di ogni coscienza libera. Chi allora si è opposto ha dato vita alla Resistenza, in Italia e in Europa, per un mondo dove la libertà di scegliere fosse il bene più grande.

È ancora questo, il bene più grande. Scegliere di stare dalla parte delle vittime. E dalla parte della memoria e della giustizia, riesumata solo decenni dopo quei fatti terribili, figli di scelte umane ancora più terribili”.

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