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Provaglio, Brescia – Chi meglio di Stefano Boeri potrebbe raccontare la bellezza legata alla biodiversità? Chi meglio di questo architetto, autore del Bosco verticale di Milano, potrebbe farci capire quale sia l’insostituibile valore della biodiversità e la bellezza di un’area preziosa per varietà di habitat e di specie rare o a rischio di estinzione da cui è abitata?

L’area in questione è la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino.
L’incontro è intitolato al bosco verticale, vedrà assieme a Boeri un’ introduzione dell’attore Roberto Capo ed è uno degli appuntamenti più significativi di EticaFestival 2019.

Il bosco verticale di Milano
Il bosco verticale di Milano

Il Bosco Verticale è un modello di edificio residenziale sostenibile, un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente e alla biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio.

Si tratta di un modello di densificazione verticale della natura all’interno della città, che opera in relazione alle politiche di rimboschimento e naturalizzazione dei grandi confini urbani e metropolitani.

Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri residenziali di 110 e 76 m di altezza, è stato realizzato nel centro di Milano, ai confini del quartiere Isola, e ospita 800 alberi (ognuno di questi di 3, 6 o 9 metri), 4.500 arbusti e 15.000 piante e una vasta gamma di arbusti e piante floreali, distribuiti in relazione alla posizione delle facciate verso il sole.

In ogni Bosco Verticale è presente una quantità di alberi che occuperebbe una superficie di 20.000 mq. Il sistema vegetale del Bosco Verticale aiuta nella creazione di uno speciale microclima, produce umidità e ossigeno, assorbe particelle di CO2 e polveri sottili.

Le prime tre edizioni di EticaFestival hanno avuto la capacità di coinvolgere oltre 30 comuni della provincia, che hanno partecipato entusiasti della qualità della proposta culturale.

Quest’anno EticaFestival proporrà al suo interno una nuova rassegna, “Bellezza crea bellezza”, che parte da un presupposto diverso: dal territorio, dalla sua conoscenza, dalla sua meravigliosa peculiarità, per offrire una proposta che possa valorizzare ed esaltare la sua bellezza, attraverso altra bellezza.

Sono stati individuati 6 comuni di ogni zona della provincia bresciana che si sono distinti per aver scelto di investire nel recupero e nella trasformazione del proprio territorio: comuni che hanno riqualificato aree industriali dismesse in parchi ecologici, edifici sottratti alla mafia in luoghi di cultura, che hanno ridato vita a boschi, a percorsi nella natura, al restauro di chiese o palazzi.

Stefano Boeri alla Riserva delle Torbiere giovedì 25 luglio
Stefano Boeri alla Riserva delle Torbiere giovedì 25 luglio

Luoghi quindi simbolo di una trasformazione, decisa e condivisa da una comunità, che ha voluto e saputo lasciare una traccia di bellezza nel suo paesaggio.

Questi siti diventeranno teatro naturale di una proposta artistica-culturale che parta proprio da quello specifico territorio: l’idea è quella di aggiungere “bellezza” a “bellezza”.

L’obiettivo di questo progetto è quello non solo di far conoscere i luoghi che hanno cambiato volto grazie a buone pratiche condivise, ma valorizzare proprio queste scelte, che hanno saputo essere lungimiranti e spesso “rivoluzionarie”, mettendole in rete e trasformandole in un esempio da riprodurre, attraverso una pubblicazione che possa raccontarne la bellezza e il percorso maturato dalla comunità.

La proposta artistica, che nascerà proprio dal territorio, e verrà “costruita” insieme al comune, è pensata sotto forma di dialogo tra forme d’arte o di conoscenza diverse, che sappiano parlare tra loro, con lo spazio e il paesaggio, offrendo un nuovo sguardo di bellezza e intessendo nuovi rapporti.

 

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