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Brescia – “Quando mi ascolti, fatti sentire!”: è questa la prima frase che salta agli occhi cliccando su Steradiodj.it. Parole per esprimere lo spirito della web radio che Stefano Pietta, 35 anni, bresciano, con tetraparesi spastica dalla nascita, ha creato e gestisce da solo ogni giorno, dalle 10.30 alle 23.00, dalla cameretta della sua casa, in provincia di Brescia, dove vive con i genitori.

Canzoni, ma anche interviste e consigli di siti di informazione dedicati soprattutto ai temi della disabilità e dell’inclusione sociale. E poi, costante sullo sfondo, la speranza di nuovi contatti e di fare nuove amicizie.

“Questa radio”, dice Stefano, “vuole essere una finestra sul mondo perché sono stato sempre molto portato a conoscere nuova gente”. Lo ha incontrato e intervista Francesco Ciampa, giornalista di Redattore Sociale, per le pagine di SuperAbile Inail.

Nel corso dei sei anni di attività radiofonica “le soddisfazioni sono state tante e le delusioni poche”. Interviste in studio, nella cameretta di Stefano attrezzata di tutto punto per le registrazioni, ma anche via Skype e con la messaggistica di Facebook, perché i social, Twitter e YouTube inclusi, sono l’altra piazza che lo speaker frequenta per creare connessioni e farsi conoscere.

Poi ci sono i contatti faccia a faccia come quando Stefano assiste ai concerti dei suoi cantanti preferiti.

Da Gianna Nannini a Jovanotti, da Ligabue a De Gregori, da Renga a Elisa: artiste e artisti che il conduttore incontra dietro le quinte per un semplice saluto o per raccogliere brevi dichiarazioni da condividere sulla sua web radio. La passione per la musica, dunque, ma anche la voglia di andare incontro al “mondo fuori”.

Quel mondo che Stefano raggiunge facendosi accompagnare “ogni tanto da qualche amico”, ma soprattutto dai suoi genitori, “che”, sottolinea, “si occupano della mia assistenza 24 ore su 24 e mi aiutano a sviluppare le mie passioni”.

Grazie alla radio, sono anche gli altri ad avvicinarsi sempre di più a lui. E col tempo si intensificano gli inviti a partecipare a manifestazioni, convegni, iniziative a carattere sociale, per raccontarsi o per raccontare gli accadimenti.

Un esempio recente è “Cielo senza barriere”, evento svolto all’aeroporto di Cremona per fare sperimentare a persone con disabilità l’esperienza del volo e con la partecipazione tra gli altri di Sabrina Papa, prima allieva pilota cieca in Italia: iniziativa trasmessa in diretta proprio da Steradiodj.

Insomma: Stefano è uno che si muove. Viaggia nel web e nei luoghi fisici, nonostante la disabilità motoria. Lo fa anche con l’aiuto della sua sedia a ruote, che considera la sua “compagna di vita quotidiana”. Nel video La vita sul mio trono, realizzato dalla fotografa Federica Scaroni e visibile su YouTube, Stefano spiega perché definisce la carrozzina il suo “trono”.

“Mi piace usare questo termine”, racconta, “perché quando sono sulla mia carrozzina mi sento un “re”: mi consente di governare e di vivere la mia vita, di sviluppare le mie passioni e il mio lavoro”, quel telelavoro a tempo indeterminato come impiegato informatico per una fonderia di acciai speciali ottenuto dopo il diploma di tecnico della gestione aziendale conseguito con voto 99 su 100.

Tra le sue passioni il calcio e la sua squadra del cuore, l’Inter. E c’è il passato da aiuto-allenatore, un ruolo ricoperto su invito del suo professore di scienze motorie alle scuole superiori. “Non un lavoro, ma un hobby”, affiancando diverse squadre della provincia di Brescia e stando a contatto con giovani di diverse fasce di età.

“Partecipavo agli allenamenti e seguivo le partite come farebbe qualsiasi allenatore, con la differenza”, chiarisce, “che io mi spostavo in campo con la carrozzina elettrica. Un’esperienza bellissima che mi ha consentito di conoscere tanta gente nuova. Credo e spero”, aggiunge, “di aver trasmesso ai ragazzi valori calcistici, ma soprattutto umani, affinché possano guardare con occhi migliori la disabilità”.

Ed è proprio sulla disabilità che si sofferma per descrivere la bellezza della sua vita: “Sono nato prematuro, avevo solo sei mesi, e già il fatto di essere venuto al mondo mi fa sentire fortunato”, spiega in premessa.

“La disabilità”, aggiunge, “non è un mondo a parte, ma una bella parte del mondo. La frase non è mia, ma mi piace usarla perché la disabilità mi permette di vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Anche se ho tante difficoltà e i miei momenti “no”, proprio grazie alla disabilità ho imparato a mettermi in gioco per superare quelle difficoltà e a fare cose che forse altrimenti non avrei fatto”.

Tanti i traguardi raggiunti, insomma, ma anche molto altro da compiere. E per il futuro “c’è l’obiettivo di far crescere la radio”, la sua radio. Altri personaggi da incontrare, nuove interviste da realizzare e altri giornalisti da conoscere, “perché il giornalismo”, sottolinea, “mi ha sempre affascinato”. “Faccio radio per hobby e non sono un giornalista”, tiene a precisare a proposito di questa passione, la conduzione radiofonica e le interviste, che sono fonte di “gioia e di sensazioni bellissime” da rinnovare nel tempo.

C’è poi l’obiettivo di sempre: la radio come primo passo per la costruzione di nuove e più solide amicizie. “Tante volte”, confida, “dopo le interviste mi ritrovo da solo nella mia cameretta, e questo a volte pesa un pochino. Certo, con la radio la compagnia si crea. Ma vorrei che le persone si avvicinassero a me di più e che venissero qui nella mia stanza anche al di là del “discorso radio”; vorrei che si creasse qualcosa di più”.

Sul piano della vicinanza alle persone con disabilità “c’è ancora molto da fare”, sostiene Stefano. “Ma tante volte anche noi abbiamo un po’ paura dell’approccio con gli altri”. Quindi il suo appello: “Anche noi disabili dobbiamo fare dei passi verso gli altri affinché gli altri si avvicinino a noi”.

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