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Verona – Nonostante il perentorio proclama di Rocco Siffredi contro l’abbandono degli amici a quattro zampe, i canili, in questa estate 2013, non hanno smesso di registrare nuovi ingressi. Ma in mezzo a tante tristi storie, ce ne sono alcune che regalano una ventata di positività.

Come quella di Steve Maragna e dei suoi splendidi border collie, Turbo e Nanà.

Steve e i suoi cani si allenano nell’agility dog, uno sport che mette insieme tante qualità: disciplina, empatia, complicità, leadership e ambizione.

L’agility dog nasce nel 1977 in Inghilterra, anno in cui Peter Meanwell e John Varley, organizzatori del Crufts (una delle più grandi competizioni ed esposizioni internazionali al mondo) decisero di inserire la prima esibizione di agility nel ring d’onore per intrattenere il pubblico presente.

L’agility si ispira ai concorsi ippici e consiste in un percorso ad ostacoli (come tunnel, palizzate, ruote, passerelle) che il cane, accompagnato dal conduttore, deve percorrere nel minor tempo possibile e senza compiere penalità.

E’ una disciplina che unisce fortemente cane e padrone in un binomio inscindibile, attraverso la tecnica, la spettacolarità, ma soprattutto attraverso il gioco e il divertimento. Per poter praticare questo sport è però fondamentale avere il controllo del cane e quindi l’obbedienza è il punto di partenza fondamentale.

Steve ha cominciato a creare un rapporto di leadership e complicità con Turbo e Nanà sin da quando erano cuccioli ed ha continuato ad alimentarlo costantemente durante la crescita attraverso un’educazione rispettosa dell’animale e assolutamente lontana dall’utilizzo di metodi violenti o coercitivi. Premiando il cane con giochi o cibo, dandogli delle conferme positive, si possono ottenere enormi risultati.

Steve, Turbo e Nanà hanno cominciato a cimentarsi nell’agility a livello agonistico nel 2008-2009.

54517“E’ difficile spiegare e far capire le sensazioni che si provano nel ring di gara: l’adrenalina che sale, quello sguardo che si scambia con il proprio amico a quattro zampe e poi… pronti, via! Il tutto si decide in frazioni di secondo, l’abilità nel capire come doversi muovere per far fare i giusti passaggi all’animale, che se sbaglia, spesso, è solo per colpa del padrone. E’ meraviglioso vedere cosa il binomio arriva a compiere!!”, dice Steve.

“Visto che non vi sono limiti geografici, ho avuto l’occasione di vedere molti posti e viaggiare a contatto con molte persone di diverse nazionalità, come ad esempio un paio di anni fa durante i campionati europei che si sono svolti in Austria, a Bad Hall, e dove oltre ai paesi europei erano invitati a partecipare anche Brasile Giappone. Con la scuola e il gruppo che frequento [il CUD Verona] ho avuto anche la possibilità di portare le mie conoscenze in campo cinofilo a bambini, anziani e persone diversamente abili che, grazie alla pet therapy, possono avvicinarsi, vivere e soprattutto avere la fortuna di vedere e provare ciò che un cane può regalarci a livello comportamentale e affettivo. E’ una bellissima occasione di solidarietà e aggregazione che ci consente di imparare molto a livello umano. Sono grato al mio maestro Arnaldo Benini e alla mia preparatrice Lorena Sabbadini, che fanno parte della nazionale italiana di agility dog, per tutto quello che mi hanno insegnato.”

L’agility dog è uno sport che si rivolge a tutti i tipi di cani, con o senza pedigree, e a tutte le persone. E’ uno sport speciale che ha il grande potere di riuscire a migliorare e plasmare in modo positivo il rapporto tra il cane e il padrone.