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Cremona. Il 15 dicembre 1961 il violino Stradivari, poi denominato Cremonese 1715, attraverso incredibili vicissitudini e aspre contese, arriva nella città di Cremona. E’ la storia di un violino, uscito dalle mani del maestro Stradivari, quella narrata nel volume “Alfredo Puerari e il Cremonese 1715” di Matteo Morando, un caso di educazione al patrimonio culturale. Verrà presentato giovedì 26 ottobre alle ore 17 all’Auditorium Giovanni Arvedi del museo del Violino.

È merito del professor Alfredo Puerari, al tempo presidente dell’Ente provinciale per il turismo e storico dell’arte, che, con indomita passione e visione lungimirante sul futuro della città, riesce a superare l’inerzia delle burocrazie, le difficoltà, le incertezze e a motivare la comunità cittadina a sostenerne l’ambizioso progetto di riportare il prestigioso strumento nel suo luogo di nascita.

Il libro racconta l’insperato successo di una vicenda complessa ed avvincente che diventa importante elemento di crescita culturale e di sviluppo della città. Si ricostruisce la storia della nascita e della concretizzazione del “mito Stradivari”, ripercorrendo le tappe che dalla riscoperta del sommo costruttore, negli anni 30 del Novecento, conducono ad Alfredo Puerari. La sua lungimiranza gli suggerì di far acquistare nel 1961 a Cremona il violino di Stradivari con il quale prese origine la preziosa collezione d’archi, oggi custodita al Museo del Violino, e al quale non a caso venne attribuito il nome “Il Cremonese”.

Il Cremonese 1715 è oggi il capofila della ricca collezione di strumenti ad arco che, custoditi nel Museo del Violino, onorano la città di Cremona, le sue tradizioni e i suoi abitanti.

Interventi: Fausto Cacciatori curatore Museo del Violino, Arianna Arisi Rota, Università di Pavia e  Matteo Morandi autore del libro. A seguire il concerto: Edoardo Zosi violino Antonio Stradivari Cremonese 1715 e Stefania Redaelli al pianoforte.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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