Gattatico, Reggio Emilia. Ha inaugurato sabato 21 marzo una mostra fotografica al museo dei Fratelli Cervi che racconta di uomini e donne verso la democrazia tra cooperazione e solidarietà, lo stretto rapporto intercorso per decenni tra Reggio Emilia e l’Africa. Le fotografie sono dei fondi di Giuseppe Soncini e di Franco Cigarini.

L’Istituto Alcide Cervi, in occasione del 70° della Resistenza e della Giornata Mondiale contro il Razzismo, presenta una mostra che vuole restituire ai giovani, agli studenti e ai visitatori un’importante storia di lotta per la democrazia e la cooperazione internazionale. Uomini e donne che dalla Resistenza reggiana si sono adoperati per la costruzione di un percorso di democrazia, solidarietà, giustizia e pace.Giuseppe Soncini

Reggio Emilia e i Paesi dell’Africa Australe hanno costruito una lunga storia di collaborazione e solidarietà, che vede la sua genesi fin dai primi anni ‘60. La cooperazione e l’amicizia che ha visto la città al fianco dei movimenti di liberazione di Mozambico, Namibia e Sudafrica, si è trasformata anche negli ultimi anni in una forte relazione istituzionale con la firma del patto di gemellaggio nel 2004 con Polokwane (Sudafrica) e nel 2012 con Pemba (Mozambico).

L’archivio Soncini-Ganapini e l’archivio Cigarini depositati presso la Biblioteca Panizzi, sono testimonianza delle attività di solidarietà e cooperazione che hanno caratterizzato la città di Reggio tra gli anni ’60 e ’80.
L’iniziativa è inserita all’interno di Primavera senza Razzismo, un programma di eventi (dal 16 al 22 marzo) che il Comune di Reggo Emilia realizza dal 2009 in occasione della Giornata Mondiale contro il Razzismo, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare il massacro di Sharpeville del 21 marzo 1960, quando in Sudafrica 69 persone vennero uccise e 180 ferite mentre manifestavano pacificamente contro l’apartheid.
A corollario della mostra sono previste attività di laboratorio e approfondimento per la scuola.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.