La storia di Anna Ludovico Dunn ha dell’assurdo: è malata, ha 78 anni, è nata in Italia, ma non può tornare nel nostro paese perché quando ha chiesto di rinnovare il passaporto, cinque anni fa, ha scoperto di avere perso, non si capisce come, la cittadinanza italiana.

E così si trova bloccata negli Stati Uniti, dove per accedere alla sanità ci vogliono un sacco di soldi.

La saluteSette anni fa alla signora Anna, residente a Los Angeles, è stata diagnosticata la cataratta.

Una malattia che può essere curata, ma in modo molto complicato se si deve passare per la sanità privata: la sola operazione, indispensabile per non correre il pericolo di non vederci più, viene circa 10mila euro, senza contare visite ed eventuali complicazioni.

“Avevo già speso 3.700 dollari tra visite e analisi. A quel punto ho pensato di tornare in Italia per fare degli accertamenti”, racconta a Osservatorio Diritti. E con il passare del tempo alla malattia si sono sommate altre difficoltà, arrivando a perdere l’uso di gamba, braccio e mano destri.

Documenti negati. A questo punto, la signora ha fatto richiesta di un passaporto, scaduto nel 2014, per tornare nel nostro paese. “Allo sportello mi fu comunicato che non potevano rilasciarmi il passaporto, avendo perso la nazionalità italiana nell’ottenere quella inglese nel 1989”. Il motivo? “Non furono in grado, né allora né successivamente, di darmi una spiegazione su come mai. Oggi sono costretta a usare una sedia a rotelle e la mia vista continua a peggiorare”.

L’iter burocratico. Da allora Anna Ludovico Dunn non ha smesso di combattere per tornare in Italia, scrivendo a tutte le istituzioni responsabili del caso.

Il consolato di Los Angeles ha anche chiesto un parere giuridico legale a Maria Saracino, interpellata da Osservatorio Diritti. L’avvocata comincia ricostruendo la situazione: la signora è nata a Foggia nel ’42 ed è stata sempre cittadina del nostro paese.

Fino al 1981 è vissuta in Gran Bretagna, senza chiedere la cittadinanza, e poi è tornata a Roma, dove è rimasta fino al 2004, prima di andare negli Usa. “Viene sostenuto che la signora Ludovico Dunn abbia perso la cittadinanza, quando nel 1989 ha acquisito la cittadinanza britannica per naturalizzazione.

A mio avviso la normativa che trova applicazione è la legge n. 555 del 1912, la quale sostiene che perde la cittadinanza chi acquista la cittadinanza straniera e stabilisce e mantiene all’estero la residenza”, spiega l’avvocata. Che nel suo parere dice che la signora Anna non ha mai perso la cittadinanza italiana, dato che aveva vissuto e risieduto a Roma.

L’articolo integrale di Felicia Buonomo, “Italiana figlia di italiani, non può tornare per curarsi: «Mi han tolto la cittadinanza»”, e gli ultimi sviluppi di questa intricata situazione, possono essere letti su Osservatorio Diritti.

Redattore Sociale
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